(21/12/2009) NATALE A TAVOLA , TRADIZIONI E BONTA' CULINARIE DI CAPITANATA di Redazione | ||
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In Capitanata il periodo natalizio coincide con la stagione brumosa. Fino a molti anni fa i camini fumavano e i contadini ritornavano a sera, stanchi dalle campagne, appena seminate a granaglie. Si riunivano vecchi e bambini seduti a cerchio intorno al braciere o davanti al cammino. Il grande ceppo del focolare domestico riportava al culto del fuoco della casa romana, dove mai si estingueva. Nelle sere di Natale a Cerignola ritornava il culto del fuoco, quello di lasciare bruciare nel camino un ceppo e, mentre si consumava, i presenti, immersi nell’immaginazione, andavano alla Grotta di Betlemme. A Troia, invece, intorno al braciere si giocava a Zia Tond. Accanto a queste manifestazioni esisteva un mondo variegato: casalinghe per cui non era Natale se non impastavano paskamunesca, pan drion, bucchenotte, struffoli, cartellate, taralli, sfringe, pizza a sette sfoglie, pizze fritte e pettole. O l’andare in chiesa alle quattro del mattino dove si svolgeva la cerimonia de La Prunelle. E’ proprio vero: la tradizione popolare rispecchia i tratti storici, culturali e religiosi di una comunità.
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