Nelle nostre strade illuminate a festa e nelle vetrine addobbate in preparazione alla ricorrenza natalizia, tra i colori, predomina il rosso. La tradizione ha associato questo colore anche alla vigilia del nuovo anno e al giorno di Capodanno, come auspicio di felicità e ricchezza. Di fatto è un simbolo comunicativo espressivo, naturale e artificiale. Ricordiamo il colore rosso in pubblicità: immagini pubblicitarie attuali o riproduzioni di vecchi manifesti con la predominanza del rosso (Aleardo Terzi - manifesto per il Colorificio italiano, 1921, Milano, collezione Ricordi, Fortunato Depero – Manifesto per il Nuovo teatro futurista, 1924, Treviso, Museo civico, collezione – Armando Testa - Manifesto per il Punt e Mes della Carpano, 1960). L’osservazione dell’ambiente costruito dall’uomo, pensiamo all’arredo urbano e alla segnaletica stradale, ci riporta all’uso codificato del rosso come simbolo d’arresto e d’obbligo di svolgimento di una precisa azione, per evitare un pericolo.
I molteplici significati, che il rosso assume nell’iconografia pittorica, possono essere osservati attraverso opere d’arte di epoche diverse, oppure con riferimento ad alcune particolari tecniche artistiche. Considerando il mondo classico, a partire dalla decorazione vascolare greca a “figure rosse” e dalla pittura murale romana; ad esempio il rosso pompeiano, il particolare rosso ottenuto dal cinabro, un minerale che contiene mercurio, che “invade” le pareti della Villa dei Misteri a Pompei. In epoca più recente, precisamente nel “Corteo dogale alla chiesa di San Rocco” del Canaletto, gli abiti rossi individuano nella folla il doge. In questo caso il rosso denota nobiltà, tale significato deriva anche dal fatto che la rarità del colorante rendeva preziose le stoffe.
Nell’iconografia cristiana diversi personaggi sono caratterizzati da abiti rossi: San Giovanni, Maria Maddalena, la Madonna. In questi dipinti il rosso è l’emblema dell’amore divino, come nel polittico Griffoni di Francesco del Cossa, rappresentante San Pietro e San Giovanni Battista (1473 ca.). La collana di corallo rosso, che pende al collo del bambino, con il suo colore ricorda il sangue che Gesù verserà sulla croce (Piero della Francesca, Madonna di Senigallia, 1470 ca., Urbino, Galleria nazionale delle Marche). Benessere e consumismo hanno stravolto molte consuetudini del passato e il valore originario dell’annuncio cristiano. I canti religiosi utilizzati per sollecitare i consumi, la festa come occasione per il solo scambio dei doni. Non possiamo tornare al passato, quando la preparazione al Santo Natale conservava le connotazioni di un costume di vita sobrio; cultura e patrimonio di una società capace di custodire i valori religiosi, senza dimenticarne l’origine e il significato. Possiamo, però, preparare la strada al Signore, ossia volgere a Lui l’attenzione, togliere gli ostacoli della sfiducia, della durezza di mente e di cuore.
di Rina Di Giorgio Cavaliere