Pasquale Murgante getta la spugna. Questa mattina ha rassegnato le dimissioni «perché ero stanco di essere continuamente messo sotto pressione e ricatto politico da parte di gente che spingeva per ottenere questo o quell’altro privilegio, che faceva a pugni per essere delegato alla Comunità Montana per far piacere al senatore Morra», ha spiegato a caldo il primo cittadino.
Il riferimento è chiaramente al vice sindaco Biccarino e all’assessore ai Lavori Pubblici Vassalli, che alcuni giorni fa aveva rassegnato a sua volta le dimissioni in contrasto con Murgante proprio sulla nomina del delegato di Accadia nel consiglio della Comunità Montana, un posto ambito anche dal vice sindaco. Murgante, comunque, dimettendosi, è stato scaltro nell’anticipare un accordo che alcuni giorni fa avevano raggiunto i suoi assessori con alcuni esponenti dell’opposizione (Casullo e Zelano) per far sciogliere il consiglio comunale subito dopo la nomina di Vassalli alla Comunità Montana. Una decina di giorni fa, infatti, Franco Casullo (ex sindaco del paese) e Giovanni Zelano, entrambi consiglieri di minoranza, erano stati visti cenare con Nicola Vassalli in un ristorante della provincia di Avellino per concordare il defenestramento di Murgante. Mentre, lo stesso senatore Carmelo Morra, che prima sosteneva Biccarino per la nomina nel consiglio della Comunità Montana, è stato visto aggirarsi in paese e far tappa a casa di Vassalli per assicurargli il suo sostegno alla Comunità Montana: in questo momento il senatore del Pdl sta cercando di mettere insieme la maggioranza dei consiglieri dell’Ente montano per garantirsi l’elezione di una giunta a luci vicina e che possa richiamarlo nel governo della Comunità Montana come assessore esterno, dopo essere stato “sconfessato” dal consiglio comunale di Monteleone di Puglia, il suo paese. «Le pressioni per la nomina alla Comunità Montana è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tanto da aver pensato di andare direttamente io alla Comunità Montana per candidarmi presidente e smontare la regia di Morra, ma da tempo mi stavano stancando le pressioni a cui mi sottoponevano Biccarino e Vassalli», dice Murgante. «Sono curioso di sapere come la gente accoglierà la tresca ordita da Casullo, Zelano e Vassalli, tre ingegneri che evidentemente avranno molto da condividere ma che fino a ieri si accusavano l’un l’altro di affarismo e incompetenza. Da parte mia rimane il dispiacere di non aver compiuto l’opera di recupero del rione fossi, per i quali la Regione Puglia si era resa disponibile a concedere 30milioni di euro con la compartecipazione di alcuni istituti di credito; anche se in 2 anni e mezzo di amministrazione abbiamo fatto tantissimo per il paese, nonostante le squallide rimostranze di Vassalli e compagni», si sfoga Murgante. Il quale, al momento, è talmente «schifato» da non voler neppure pensare a ricandidarsi alle elezioni che aspetteranno il Comune nella prossima primavera, dopo l’arrivo nei prossimi giorni del commissario prefettizio.
Art. tratto da www.ilcorriere.it