(18/11/2009)
AGRICOLTORI IN SCIOPERO CONTRO LA CRISI
Chiedono alla politica risposte esaustive e azioni concrete nel pił breve tempo possibile

di Samantha Berardino
Tratto da Il Grecale www.ilgrecale.it
Foggia. Dopo le risposte insufficienti giunte in questi giorni dal consiglio provinciale e dal Ministro delle politiche agricole Luca Zaia, ancora una manifestazione di protesta ha mobilitato la città di Foggia.

Questa mattina ancora una volta un affollato corteo di operatori del settore ha sfilato a bordo dei propri mezzi agricoli per le strade del capoluogo dauno, a partire dall'Ente Fiera, per giungere in Piazza XX Settembre.

Lì i manifestanti, capitanati da Confagricoltura e Copagri, hanno ascoltato gli interventi dei numerosi esponenti politici e delle associazioni di categoria che hanno preso parte all'evento. C'erano il vice sindaco Lucia Lambresa, l'assessore provinciale all'agricoltura Nino Santarella e diversi primi cittadini provenienti dai Comuni di tutta la Capitanata.

La crisi che affligge il mondo agricolo da qualche tempo si fa sentire sempre più aspra soprattutto nel nostro territorio, tra i primi produttori in Italia e in Europa di grano duro, pomodori, ortofrutta, olive, uva e latte.

Ma i prezzi dei prodotti agricoli e zootecnici sono crollati, almeno per i coltivatori diretti, mentre restano elevati o continuano ad aumentare per i consumatori.

Come è possibile?

La finanza speculativa che ha creato notevoli danni al complesso economico internazionale ha colpito anche il cuore del nostro sistema produttivo. Gli agricoltori ritengono che la situazione non sia più tollerabile e ora chiedono a gran voce provvedimenti straordinari urgenti: moratoria di prestiti, contributi e imposte, mutui agevolati per la ripresa degli investimenti e interventi finalizzati a proteggere i prezzi dei prodotti agricoli.

“La politica agricola comunitaria ha bisogno di modifiche. - dicono alcuni produttori scesi in piazza oggi – Abbiamo bisogno degli incentivi già concessi ad agricoltori di altri paesi europei e ad altri settori colpiti dalla crisi. Per il momento, non ci resta che piangere”.