Avezzano, 15 novembre 2009.
Abruzzo amaro per il Foggia. Un secco 2-0 in casa del Pescina rispedisce i rossoneri all’inferno. Altro che playoff. Stavolta non ci sono alibi che tengono. Non ci sono assenze pesanti. Né errori arbitrali. Il Foggia ad Avezzano è rimasto con la testa negli spogliatoi, rimediando una pessima figura. L’ennesima. E per le “vecchie” volpi del Pescina la gara contro i rossoneri è stata solo una pura formalità. Quelli che dovevano essere gli elementi cardine della formazione rossonera sono stati i più deludenti. Quelli che hanno lasciato affondare la barca non dando il massimo di sé stessi. E non ci si può aspettare di raccogliere tanto se si è seminato male. La squadra è poco reattiva, risentendo evidentemente anche le problematiche societarie e le scelte tecniche di una doppia guida sempre più discutibile. Sia per le scelte, sia per ciò che la squadra esprime negativamente sul terreno di gioco. Il Foggia, come detto, si schiera però con la miglior formazione. Davanti a Bindi la coppia centrale è costituita da Cuomo e Goretti. Sulle fasce esterne agiscono i soliti Carbone a destra e Micco a sinistra. A centrocampo D’Amico e Velardi sono supportati da Di Roberto e Mancino. In attacco Salgado e Trezzi hanno il compito di “bucare” la difesa abruzzese. Dunque Mister Porta conferma il 4-4-2 “camaleonte” che spesso si trasforma in 4-2-3-1. Il Pescina del neo tecnico Dario Bonetti è rivoluzionato. Le tre sconfitte consecutive gli suggeriscono di modificare sostanzialmente l’undici da schierare. E i fatti, già in avvio gli danno ragione. Il Foggia non ha neanche il tempo di prendere confidenza con il terreno del “dei Marsi” e i padroni di casa sono presto in vantaggio. Non trascorrono due giri di lancette e Berra, “dimenticato” da Micco, si fionda sulla destra e mette al centro per Bettini. Il colpo di testa dell’attaccante marsicano timbra il palo. Sulla respinta Choutos è lì e non ha alcuna difficoltà a mettere in rete. L’inaspettato vantaggio abruzzese è come una doccia fredda per i rossoneri che cercano subito di riorganizzare le idee e si portano in avanti alla ricerca del gol del pari. E’ il Foggia ad avere in mano il pallino del gioco ma quando il Pescina parte in velocità crea qualche problema perché troppo sbilanciato. Il Foggia pressa e preme ma i biancoverdi sono attenti e ben piazzati. La manovra è fin troppo elaborata e i padroni di casa hanno tutto il tempo per sistemarsi alla meglio. Per un attimo Trezzi (18’), lanciato da Velardi, sfugge alla asfissiante marcatura, s’invola verso Bifulco che però gli respinge il tiro “piazzato”. La sfera giunge a Di Roberto che indugia e perde l’attimo buono. Gli spazi per poter costruire azioni da rete vanno man mano restringendosi e per i rossoneri diventa sempre più arduo agguantare il pari. Salgado (35’) non conferma il suo buon stato di forma e perde l’attimo giusto per battere a rete. Poi è Di Roberto (44’) ad effettuare l’ultimo tentativo della prima frazione ma il tiro dal limite dell’area non è preciso. Nella ripresa i Mister rossoneri sostituiscono Velardi per affidarsi alla velocità di Mattioli per tentare di scardinare la solida difesa abruzzese. Così Trezzi retrocede a centrocampo e il biondo folletto va a posizionarsi al fianco di Salgado. Ma per il Foggia è proprio una giornata-no. Al primo affondo della ripresa il Pescina sferra il colpo del 2-0 e del ko. E’ Berra (5’) a liberarsi di Goretti e Carbone e a trafiggere Bindi con un micidiale diagonale. Con un gol ad ogni inizio di tempo gli abruzzesi mettono in archivio la seconda vittoria interna del torneo. Il Foggia, ancora una volta deludente, nell’occasione non agisce con quella cattiveria “agonistica” mostrata contro il Rimini. Nel secondo tempo non c’è stata reazione. Neanche per l’orgoglio. La squadra rossonera s’è limitata a svolgere il compitino, limitandosi a “timbrare” il cartellino quasi a voler giustificare la presenza in campo. Azioni da rete, zero. Intanto Porta e Pecchia gettano nella mischia prima Ferrari (8’) al posto dell’inconsistente ed impalpabile Salgado e poi Caraccio per l’inesistente Di Roberto. Il Pescina si limita ad amministrare il prezioso punteggio ma si rende pericoloso più volte con Berra (19’ e 21’), una spina nel fianco della scarsa retroguardia rossonera. Rossoneri che non riescono a costruire la minima trama di gioco e tentano di riaprire le sorti della gara con tiri dalla distanza che terminano ben lontani dallo specchio della porta difesa dall’inoperoso Bifulco. Solo al 27’ Mancino gli fa scaldare le mani per deviare il suo tiro. Poi è il Pescina a cercare il tris con Bettega (28’) e Franciel (31’) ma Bindi salva. Il Foggia ? Sempre spettatore non pagante. Tranne in un paio di iniziative di Micco (35’ e 38’) non finalizzate, ha mostrato evidenti limiti di personalità che potranno complicargli l’operazione salvezza. Nelle battute finali Franciel (41’ e 44’) manca incredibilmente due ghiotte occasioni per arrotondare ulteriormente il punteggio. Ma il Foggia è ormai allo sbando, sotto tutti gli aspetti e torna nella sua “naturale” posizione di classifica. Nei bassifondi. Realisticamente, anche con la miglior formazione schierata e vista nell’occasione, sarà dura salvarsi. Altro che playoff.
PESCINA VG - FOGGIA 2 - 0
Marcatori: 2’ p.t. Choutos, 5’ s.t. Berra.
Pescina VG (4-4-2): Bifulco, Birindelli, Cèsar, Molinari, Blanchard, De Angelis, Giordano (15’ Bettega), Berra, Rebecchi, Choutos (1’ s.t. Laboragine), Bettini (44’ p.t. Franciel). All. Bonetti.
Foggia (4-4-2): Bindi 5, Carbone 5, Micco 4, Velardi 5 (1’ s.t. Mattioli 5.5), Cuomo 5, Goretti 5, Di Roberto 5 (22’ s.t. Caraccio 5), Trezzi 6, Mancino 5, Salgado 5 (8’ s.t. Ferrari 4), D’Amico 5. All. Porta 4
Arbitro: Massa Davide di Imperia 5.5.
1°Ass.: Sirchia Massimiliano di Genova 6.
2°Ass.: Crispa Andrea di Genova 6.
Note: Giornata fredda ma soleggiata. Terreno in buone condizioni. Spettatori 1.000 circa (trasferta vietata ai tifosi ospiti). Ammoniti: De Angelis, Rebecchi (P), Velardi, Goretti (F). Angoli 5 – 4 per il Foggia. Recuperi p.t. 3’ e s.t. 3’.
di Lino Mongiello