(30/09/2009) QUANDO PALLONE FACEVA RIMA CON VOLPONE di Rosario Brescia | ||
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Quando non esisteva neppure un vero e proprio campo sportivo ed erano rari i palloni di cuoio, quando mancavano divise, scarpette e mezzi di trasporto per le trasferte, il gioco del calcio a Sant’Agata di Puglia era legato a mille difficoltà e a pochi pionieri, armati spesso solo di grande passione. Tra questi, Carmelino Volpone, conosciuto da tutti in paese come “il professor Volpone”. Fu lui che già a partire dagli anni ’50, insieme ad alcuni suoi coetanei, iniziò ad occuparsi della squadra di calcio santagatese e a portarla spesso a significativi risultati agonistici. Aveva poco più di 70 anni Carmelino Volpone quando, gravemente malato, trovandosi distante diversi chilometri dal suo paese natio espresse ai familiari il desiderio di volere fare ritorno a Sant’Agata, per concludere nella sua terra la propria esistenza umana. Dall’estate dell’anno 2000, dunque, il “professor Volpone” (lo chiamavamo tutti così) riposa nel cimitero di Sant’Agata di Puglia, in quel luogo di quiete che, guarda caso, affaccia proprio sul quel campo sportivo che lo vide pioniere del gioco del calcio e che per tantissimi anni lo accolse instancabile animatore di iniziative legate proprio alle attività sportive e agonistiche della locale squadra di calcio. Idealista e uomo onesto, persona corretta dotata di grande compostezza e dignità, Carmelino Volpone era figlio di quella civiltà contadina santagatese d’inizio ‘900 la cui cultura si fondava su valori schietti e autentici. Santagatese d’altri tempi, legato al suo paese da un sentimento di profondo affetto e devozione, per moltissimi anni si dedicò soprattutto nella pratica sportiva e per un lunghissimo periodo si occupò della locale squadra di calcio. Per tracciare un ricordo del prof. Volpone e di quello che fu il suo impegno a Sant’Agata, nel sociale e, in particolare, nello sport, ci siamo rivolti alla moglie, ins. Maria Luigia Giorgione: “Ricordare Carmelino Volpone e il suo impegno sportivo e agonistico legato al gioco del calcio a Sant’Agata significa ripercorrere un periodo di avvenimenti sportivi che parte dall’immediato secondo dopoguerra per terminare quasi agli inizi degli anni novanta. – premette subito la signora Maria, visibilmente commossa, ma con nel cuore anche l’orgoglio di chi ha condiviso con il proprio compagno una vita di passioni e sogni dedicati ad un ideale – Carmelino era insegnante di educazione fisica, ed ha operato nella sua vita sempre nello sport e nel sociale, cercando di essere costantemente vicino ai giovani. È stato tra i primi a occuparsi a Sant’Agata di “Giochi della Gioventù”, sin dalla loro istituzione; ma va ricordato soprattutto quello che fu il suo grande impegno nel gioco del calcio. Verso la fine degli anni Cinquanta fondò un circolo sportivo e ricreativo denominato “Polisportiva Sant’Agata”. In seno ad esso, per oltre trent’anni animò e allenò una squadra di calcio regolarmente iscritta alla FIGC,
Il racconto della signora Giorgione prosegue, preciso e accurato, nel ripercorrere le tante difficoltà che negli anni passati si legavano in generale alla pratica sportiva, e in particolare al gioco del calcio. Troppo spesso, infatti, soprattutto nei piccoli centri come Sant’Agata, la grande passione di chi operava nel settore veniva quasi sempre soffocata dalla scarsità di mezzi disponibili. “All’inizio v’erano difficoltà oggettive riguardanti strutture e mezzi che la squadra avrebbe potuto o dovuto utilizzare – prosegue nel suo racconto la signora Volpone - Un tempo, ad esempio, mancava del tutto un campo sportivo a Sant’Agata e, quando questo fu realizzato, scarseggiavano comunque palloni di cuoio, che una volta erano molto costosi, divise di ricambio, scarpette e mezzi di trasporto per le trasferte della quadra. Mio marito Carmelino iniziò ad occuparsi della squadra di calcio insieme ai suoi coetanei e terminò con loro i nipoti. La leva calcistica che ha contribuito all’impresa, infatti, attraverso un ricambio generazionale continuo, è quella che va dai nati negli anni Trenta fino i primi anni Settanta: in pratica, mezzo paese della seconda metà del Novecento ne ha fatto parte”. L’impegno sportivo e agonistico del prof. Volpone, dunque, è stato negli anni lungo e fecondo ed ha prodotto sempre valide iniziative di cui noi stessi siamo ancora oggi testimoni. Come non ricordare, ad esempio, il suo impegno per l’apertura a Sant’Agata di una palestra dove per diversi anni furono regolarmente tenute lezioni di aerobica e danza classica, e intensi allenamenti di Karate Shotokan, con la presenza di maestri/istruttori provenienti da Foggia e da altri centri del territorio o, ancora, l’iniziativa promossa verso la metà degli anni ottanta che vide la realizzazione a Sant’Agata di un Torneo di calcio intitolato alla memoria del giovane Gerardo Marinaccio, primo donatore di organi della regione Puglia. Da allora, tanti anni sono trascorsi e molte cose sono cambiate, anche se il campo sportivo S. Carlo continua ancora oggi ad ospitare incontri di calcio di giovani atleti locali, molti dei quali, forniti di eleganti divise e valide attrezzature, probabilmente neppure sanno di quanta passione e partecipazione sono passati nel corso degli anni tra i pali di quelle stesse porte. Sentimenti che un tempo si concretizzavano nella dedizione di poche persone che a questo sport e al loro paese offrivano fervore, attaccamento e passione. Proprio come Carmelino Volpone, colui che ancora una volta qui ci piace ricordare come l’infaticabile, professor Volpone.
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