(30/09/2009) IL RAVENNA FA FESTA ALLO ZACCHERIA Seconda sconfitta consecutiva per i rossoneri. Neanche allo Zaccheria sanno pił vincere. E' crisi? di Lino Mongiello | ||
Foggia, 30 settembre 2009. Prima sconfitta casalinga e seconda complessiva subita dal Foggia nell’arco di settantadue ore. Non è crisi ma poco ci manca. Se in casa della capolista Ternana la sconfitta ci poteva anche stare, contro il Ravenna le grosse lacune “strutturali” della compagine di Porta e Pecchia, sono risaltate ancor più. L’avversaria pur con in squadra degli uomini importanti dalla cintola in su, non s’è dimostrata particolarmente imbattibile nel reparto difensivo. Eppure il Foggia non è stato capace di realizzare quantomeno il golletto che poteva evitare la prima sconfitta casalinga. Purtroppo questo è quello che passa il convento e, sia chiaro, in questo modo e con questo organico si rischia seriamente di perdere il posto nella categoria. Altro che playoff. La sconfitta di Terni, evidentemente, non ha pesato solo sul morale. Nella formazione iniziale sono tanti gli “epurati”. A farne le spese D’Agostino, Trezzi, Di Roberto e Velardi (anche se questi ultimi due per quasi per un tempo), oltre allo squalificato D’Amico. Lo schema è lo stesso ma Mister Porta dà più spazio a chi finora ha giocato meno. Una scelta dettata forse anche dal fatto di dover giocare due gare a distanza di pochi giorni. In avvio il Foggia è abbastanza contratto e timoroso. Al contrario il Ravenna appare tranquillo e ben organizzato. La difesa ravennate non ha difficoltà a controllare lo sterile attacco rossonero. A centrocampo Sciaccaluga, nonostante l’età, detta i tempi con precisione “svizzera”. In avanti le iniziative di Toledo creano scompiglio alla “imbarazzante” retroguardia dei padroni di casa. Al contrario, in casa rossonera la retroguardia è a dir poco “imbarazzante”. Il centrocampo, nonostante l’esperienza di Goretti, è in difficoltà rispetto ai più quotati avversari. Dell’attacco rossonero, a parte la gran voglia di lottare evidenziata da Ferrari, non si vedono novità rispetto alle gare precedenti. Il Ravenna è padrone del campo e già al 5’ Sciaccaluga fa venire i brividi con la “botta” dalla distanza che sfiora il palo. Al 16’ Scappini, dopo un rimpallo favorevole, mette a sedere Burzigotti ma è “stoppato” da Milan con un intervento prodigioso. Il gol del vantaggio è però solo rinviato di qualche minuto. Rossetti (18’) supera in velocità Quadrini e con un tiro poco convinto supera Milan che non riesce a trattenere la sfera. Solo dopo aver subito lo svantaggio il Foggia comincia a far intravedere qualche timida reazione. E’ Goretti a prendere le redini del gioco e a “salvare” la sua squadra. Prima pennella un calcio di punizione per Salgado (25’) la cui girata è precisa ma Anania si salva. Poi (32’) è bravo a pescare il jolly con un tiro dal limite dell’area che non lascia scampo ad Anania. Intanto i rossoneri devono rinunciare a Ferrari (40’), sostituito da Di Roberto. Il risultato di parità fa risvegliare il Ravenna che si riporta prepotentemente nella metà campo avversaria e per il Foggia ricomincia la sofferenza. Toledo (44’) fa lo slalom tra gli immobili “paletti” rossoneri e sul tiro a botta sicura trova la respinta di Milan. Dall’angolo poi Sciaccaluga timbra la traversa. Finisce qui la prima frazione. Nella ripresa Velardi sostituisce Sgambato e il Foggia parte subito alla ricerca del gol del vantaggio e lo manca clamorosamente. Salgado (1’), finalmente, parte palla al piede e calcia a colpo sicuro. Anania respinge come può e Di Roberto, a porta vuota, non riesce a finalizzare. La gara ora è più equilibrata ma a fare la gara è sempre il Ravenna. La difesa rossonera è ancora poco attenta e confeziona regali su regali agli avversari. E’ il segnale della poca tranquillità e della scarsa fiducia nei propri mezzi. Al 26’ Torta, senza subire la pressione degli avversari, manda la sfera in angolo. Dalla battuta, la retroguardia rossonera si disinteressa di Packer che dal limite sferra una bordata micidiale che si spegne all’incrocio dei pali. Il Foggia è ancora costretto a rincorrere ma è in evidente stato confusionario. Nonostante tutto, si procura l’occasione per pareggiare i conti ma Mancino (41’) da pochi passi manda la palla in curva. Troppo poco per meritare il pari e per riprendere la marcia verso posizioni di classifica più tranquille. Stavolta, a fine gara non ci sono gli applausi di Terni ma sonore bordate di fischi. Meritati !
FOGGIA – RAVENNA 1 - 2
Marcatori: 18’ p.t. Rossetti, 32’ Goretti, 26’ s.t. Packer.
Foggia (4-2-3-1): Milan 5.5, Torta 5, Quadrini 5.5, Sgambato 5 (1’ s.t. Velardi 5.5), Burzigotti 5, Cuomo 6, Goretti 6.5, Colomba 5.5 (19’ s.t. Trezzi 5.5), Ferrari 5.5 (40’ p.t. Di Roberto 5), Salgado 6, Mancino 6. A disposizione: Bindi, D’Agostino, Pasquariello, Compierchio. All. Porta 5.5.
Ravenna (4-4-2): Anania 6, Rizzo 6 (27’ s.t. Basso 6), Sabato 6, Fonjock 6, Giordano 6, Fasano 6, Rossetti 6 (23’ s.t. Packer 6), Sciaccaluga 6.5, Scappini 6, Toledo 6.5, Riberto 6 (23’ s.t. Cavagna 6). A disposizione: Rossi, Squillace, Gerbino Polo, Piovaccari. All. V. Esposito 6.5.
Arbitro: Del Giovane Stefano di Albano Laziale 5.5.
1°Ass.: Surano Luigi di Nocera Inferiore 5.5.
2°Ass.: Vuolo Fausto di Nocera Inferiore 5.5.
Note: Giornata calda. Terreno in non perfette condizioni. Spettatori paganti 2.451 (presenti una ventina di tifosi romagnoli) per un incasso complessivo di €. 22.814,00, di cui 1.815 abbonati per un rateo di e. 14.290,00. Ammoniti: Colomba, Goretti, Quadrini, Mancino, Cuomo (F), Rizzo, Sabato (R). Angoli 6 – 5 per il Foggia. Recuperi p.t. 1’ e s.t. 5’.
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