(28/09/2009)
IL BEATO ANTONIO LUCCI NELLA COMUNITÀ SANTAGATESE
Dopo le spoglie di San Giovanni Leonardi Sant'Agata accoglie il vescovo padre dei poveri

di Samantha Berardino


È stata una grande emozione quella che domenica pomeriggio ha accolto a Sant'Agata l'urna contenente i resti mortali del Beato Antonio Lucci, vescovo di Bovino nel Settecento e padre dei poveri.

Le spoglie giungono in paese per la prima volta 'post mortem', sebbene sia la ventiquattresima visita che Antonio Lucci effettua nella nostra comunità, e resteranno in visita pastorale fino al 5 ottobre.

L'arrivo in Piazzale Perillo è stato salutato da una folla di fedeli in preghiera, dal Concerto bandistico 'Città di Sant'Agata di Puglia' e da tutte le confraternite locali: SS. Rosario e Gesù Morto, Madonna dell'Aiuto, Vergine del Carmelo, San Rocco, Comitato di San Michele Arcangelo, Azione cattolica e le devote alla patrona Sant'Agata.

Poi, in Piazza XX Settembre l'urna è stata accolta dall'Amministrazione comunale, dalle autorità militari e dall'incenso e dalle invocazioni dei religiosi e di tutta la popolazione. Infine, con una processione, le reliquie di Antonio Lucci sono giunte presso la Chiesa di San Michele Arcangelo, dove alle 18.30 è stata celebrata la Santa Messa, preceduta da una interessante catechesi di Monsignor Faustino Marseglia, vicario di Bovino, che ha accompagnato il Beato.

Al termine della celebrazione l'urna è stata posizionata nella Cappella della Casa del Sacro Cuore di Gesù per permettere anche a coloro che risiedono nell'Ospizio di rendere omaggio ad una figura assai vicina alle loro sofferenze.

Martedì 29, dopo la Messa alle 17.30, dalla chiesa di Sant'Angelo partirà la processione in onore di San Michele, che vedrà sfilare per le vie del paese anche l'urna con le spoglie del Beato Lucci, poi deposta nella Chiesa di San Nicola.

Sabato 3 ottobre invece, dopo la celebrazione eucaristica, alle 18.30 la Chiesa Matrice ospiterà un convegno del vice presidente del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia Dora Donofrio, che illustrerà la figura e l'opera del Beato Antonio Lucci nel contesto storico e socio – religioso del Settecento.

Domenica poi le reliquie del Beato Lucci si muoveranno nuovamente in processione, alle 18.30, insieme alla Madonna del Rosario di cui ricorre la festività, per raggiungere la Chiesa dell'Annunziata, da cui partiranno il giorno successivo.

La peregrinatio di Antonio Lucci, teologo autorevole, predicatore e maestro di moralità, avviene in occasione del ventennale della sua beatificazione, proclamata il 18 giugno 1989 da Giovanni Paolo II. Fu frate minore conventuale nella provincia monastica di Sant'Angelo, che comprendeva i conventi della Capitanata e del Molise, sua terra natale e, come già detto, vescovo di Bovino dal 1729 al 1752.

La sua carità esemplare, come ha spiegato don Faustino, e l'amore che nutriva per i poveri in vita procurano al Beato Lucci invidie e accuse infamanti, proprio a causa della sua lotta contro le pesanti ingerenze dell’aristocrazia locale a danno della Chiesa e dei poveri.

Ma queste insinuazioni non scossero troppo il mai suo spirito gioviale, pronto ad accogliere e donare senza riserve l'amore di Dio e la speranza ai più umili.

Uno degli aneddoti più coinvolgenti riguarda proprio le disposizioni testamentarie del Beato a garanzia dei suoi creditori dal momento che, per aiutare i più deboli, non si risparmiò neppure di contrarre debiti, incontrando la stima e l'amicizia di Sant'Antonio Francesco Fasani, il 'padre maestro' di Lucera e di Sant'Alfonso Maria de' Liguori, che spesso aveva condannato lo stile di vita di molti esponenti del clero in quegli anni bui. Anni difficili perché la storia d'Europa era dominata dai venti di trasformazione dell'Illuminismo e della Riforma protestante, contrari all'autoritarismo della stessa Chiesa, che trovava nei territori del Regno di Napoli un ambiente fecondo.

Ecco perché attualmente appare apprezzabile ed altamente edificante riscoprire la figura di Antonio Lucci, intrisa di di modernità, santità francescana, di generosità inesauribile e di fede coraggiosa. Quella che troppe volte sembra mancare a noi.