Terni, 27 settembre 2009.
Il primo stop in campionato per i rossoneri guidati dal duo Porta-Pecchia è una autentica mazzata. Il 4-1 subito sul campo dei primi della classe più che un campanello d’allarme sembra lo scoccare delle campane a “morto” per una squadra che è crollata sotto i colpi della formazione rossoverde capolista. Gli illusori risultati delle precedenti giornate evidentemente avevano fatto sopravvalutare gli uomini in rossonero. La gara di Terni ha invece fatto venir fuori valutazioni tecniche più vicine alla realtà di una squadra che dovrà lavorare tantissimo per raggiungere l’obiettivo minimo prefissato e conservare la categoria. Pure i due Mister hanno dimostrato nell’occasione di non aver saputo leggere la gara e per non aver probabilmente impiegato gli uomini più adatti alla difficile sfida. Se poi si pensa che due dei quattro gol subiti sono giunti dalle battute da calcio d’angolo (su sei totali a favore degli umbri) e i rossoneri, al contrario, hanno mostrato una imbarazzante inefficacia sugli otto battuti, è evidente la differente caratura tra le due contendenti. Se però lasci in panca uomini come Quadrini, Goretti e Mancino, provati e riprovati per diversi giorni e ti ritrovi in campo D’Agostino e Burzigotti non puoi competere con compagini attrezzate come la Ternana. Difesa spesso imbambolata, con il solo Cuomo all’altezza della situazione. Centrocampo in affanno e ancor più in difficoltà dopo la sciocca espulsione di D’Amico (recidivo, al secondo rosso). Attacco inesistente. Da un analisi dei reparti così negativa, il 4-1 è un risultato che non fa una piega. Anzi. Tutte e due le squadre impiegano inizialmente l’ultima formazione schierata nel turno precedente. Il Foggia, con il solito 4-2-3-1, tiene in panchina sia Quadrini (gli è preferito lo spaesato D’Agostino) sia l’ultimo arrivato Goretti. In avvio è la Ternana a partire col piede sull’acceleratore e il Foggia è costretto a ripiegare con qualche affanno in difesa. Ci vuole super Milan (3’) a salvare sul tiro a colpo sicuro di Di Deo. Ancora Di Deo (5’) sfiora la traversa con un bolide su calcio di punizione. Il Foggia, consapevole di non poter sostenere a lungo la “pressione” dei padroni di casa, avanza di qualche metro il proprio raggio d’azione e comincia a costruire apprezzabili trame di gioco. La manovra è fluida, veloce, ficcante. Peccato per l’errore costante nell’ultimo passaggio o nella battuta a rete. Il Foggia ora domina la scena. Si rende pericoloso e costringe gli umbri sulla difensiva. Ferrari, in particolare, si muove bene, riceve palloni interessanti che però non riesce a finalizzare. Nel momento migliore dei rossoneri è però la Ternana a sbloccare il risultato. Un errore in fase di disimpegno di D’Amico consente a Perna (12’) di inserirsi nelle larghe maglie della difesa rossonera e battere Milan. La Ternana insiste e per poco non fa subito il bis. Sul cross di Piccioni si avventa al volo Concas (15’) che in semirovesciata costringe Milan a superarsi per evitare la doppia capitolazione. Il Foggia ora è in difficoltà e non riesce a scrollarsi di dosso gli avversari. Il gol dello svantaggio evidentemente ha tagliato loro le gambe. Un timido segnale di risveglio i rossoneri lo mostrano procurando due nitide palle-gol. La prima vede il tiro di Trezzi (25’), al termine di uno scambio alla velocità della luce con Ferrari e D’Amico, spegnersi tra i pugni dell’attento Visi. La seconda, più clamorosa, capita purtroppo sui piedi poco vellutati di Burzigotti (26’) che da ottima posizione svirgola la palla non centrando neanche lo specchio della porta. In avanti Di Roberto, Trezzi e Salgado svolgono una gran mole di lavoro vanificato negli ultimi sedici metri per la mancanza di lucidità nell’ultimo passaggio o nella battuta a rete. La mancanza di uno “stoccatore” di razza lì davanti è sempre più evidente e penalizzante per la formazione rossonera. La gara diventa meno intensa e la Ternana amministra il suo vantaggio con abbastanza tranquillità. Il Foggia colleziona anche calci angoli in quantità industriale (sette) ma non li sfrutta mai a dovere. Nella ripresa le ostilità riprendono senza variazioni in entrambi gli schieramenti. L’avvio è ancora a favore degli umbri che sfiorano il 2-0 prima con il bolide dai venti metri di Noviello (3’) che Milan manda in angolo e poi col diagonale di Perna (6’) che sfiora il palo. Il gol è comunque nell’aria e giunge puntuale. Dall’angolo di Noviello (8’) D’Agostino spedisce nella propria porta alle spalle del povero Milan. D’Amico, a complicare ulteriormente la situazione già negativa, si fa espellere. Il Foggia è ora disorientato e stordito. L’espulsione di D’Amico induce Porta a sostituire lo spento Ferrari con Quadrini. La mossa è tempestiva ma la Ternana ha fretta di chiudere i conti e cala subito il tris. Da una punizione del solito Noviello la sfera è intercettata a centro area da Piccioni (13’) che senza difficoltà deposita in rete. La miglior difesa del torneo prende ben tre gol in meno di un’ora di gioco. I due Mister rossoneri, sotto di tre gol, effettuano gli altri due cambi a disposizione. Mancino e Goretti al posto di Di Roberto e Velardi. Per la Ternana la gara diventa una sorta di allenamento e pur senza insistere più di tanto sfiora il poker con Di Deo (31’) che colpisce il palo. Per il Foggia il passivo è pesante ma non fa una grinza. La retroguardia rossonera, alla prima “curva” pericolosa, sbanda clamorosamente, va fuori strada e si rompe le ossa. Nel finale il gol della bandiera di Quadrini (34’), bravo a beffare Visi con un diagonale vincente, “ammorbidisce” per qualche minuto il passivo. Ci pensa Lacheheb (39’), appena entrato, a siglare il gol del poker e a ristabilire le distanze con un colpo di testa (palla proveniente ancora dal corner) non del tutto irresistibile che Milan non riesce a deviare. La seconda frazione che avrebbe dovuto vedere i rossoneri alla ricerca del gol del pari è diventata un incubo. Basta pensare che il direttore di gara, nonostante le sei sostituzioni effettuate, ha fischiato la fine della contesa con qualche secondo in anticipo, non concedendo minuti di recupero. Per il Foggia la mazzata è tremenda e sarà dura rialzarsi. La gara di recupero con il Ravenna ora è più difficile da affrontare. Il morale è a terra e sarà dura, dopo una prestazione del genere, rialzare la testa.
TERNANA - FOGGIA 4 – 1
Marcatori: 12’ p.t. Perna, 8’ s.t. D’Agostino (aut.), 13’ Piccioni, 34’ Quadrini, 39’ Lacheheb.
Ternana (4-4-2): Visi 6.5, Bertoli 6.5, Camillini 6, Tedeschi 6.5, Borghetti 6, Di Deo 6.5 (31’ s.t. Costantini 6), Concas 7, Danucci 7, Perna 6.5 (24’ s.t. Tozzi Borsoi 6), Noviello 7 (38’ s.t. Lachebeb s.v.), Piccioni 6.5. A disposizione: Cunzi, Di Dio, Alessandro. All. Baldassarri 7.
Foggia (4-2-3-1): Milan 6.5, Torta 5.5, D’Agostino 4, D’Amico 4, Burzigotti 4, Cuomo 5, Di Roberto 5.5 (17’ s.t. Mancino 5), Velardi 5.5 (17’ s.t. Goretti 5.5), Ferrari 4.5 (12’ s.t. Quadrini 6), Salgado 5.5, Trezzi 5.5. A disposizione: Bindi, Sgambato, Colomba, Compierchio. All. Porta 5.