(15/09/2009)
MORTI BIANCHE E DIRITTI DEI MIGRANTI: DOPO 53 ANNI, MARCINELLE E' ANCORA ATTUALE


di Redazione

Da Inas Cisl - Corrispondenza Italia N. 676 DEL 16 Settembre 09
“La memoria della tragedia di Marcinelle appartiene all
‟Italia e all‟Europa intera. Essa è il simbolo della dura, drammatica ma anche nobile ed eroica stagione dell‟emigrazione italiana. Il suo ricordo deve affratellare i popoli del continente in nome della dignità del lavoro”. è il commento del presidente della Camera Gianfranco Fini all‟indomani delle celebrazioni del 53esimo anniversario del disastro minerario di Marcinelle in Belgio, nel quale persero la vita, l‟8 agosto 1956, 262 
minatori tra cui 136 italiani. Un anniversario che spinge a guardare non solo al passato ma, purtroppo, ad una perdurante attualità: “Mai abbassare la guardia di fronte alle morti bianche – ammonisce Fini - La memoria di Marcinelle ci spinge ad osservare il dovere di accoglienza e solidarietà verso i lavoratori stranieri…L‟integrazione è una sfida che dobbiamo vincere”. 
Alla cerimonia che si è svolta al Bois du Cazier ha preso parte una folta rappresentanza istituzionale del nostro paese: oltre all‟on. Fini erano presenti l‟ambasciatore d‟Italia in Belgio Sandro Maria Saggia, il già ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, numerosi parlamentari della circoscrizione Estero e il Segretario generale del Cgie Elio Carozza. La mattinata è iniziata con la deposizione delle corone di fiori presso il cimitero di Marcinelle, davanti al monumento dedicato ai caduti di varia nazionalità che hanno perso la vita nel disastro e alla lapide che ricorda i minatori italiani. Prima del suo intervento, Fini ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Il ricordo delle generazioni che hanno vissuto l‟angoscioso periodo delle migrazioni dalle regioni più povere dell‟Italia ed hanno affrontato condizioni di lavoro gravose ed estremamente rischiose - scrive il Capo dello stato italiano - deve costituire ulteriore motivo di riflessione sui temi della piena integrazione degli immigrati così come su quelli della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di esigenze sociali e civili e di diritti fondamentali, il cui concreto soddisfacimento sollecita massima attenzione ed impegni coerenti da parte delle istituzioni e di tutte le forze sociali”. Il presidente della Camera ha poi ricordato il duro trattamento riservato agli italiani che negli anni „50 lavoravano in Belgio, non molto diverso da quello affrontato dai lavoratori stranieri che vengono oggi in Italia; ed ha evidenziato infine come a tutt‟oggi, ad oltre mezzo secolo dal disastro di Marcinelle, l‟elevato numero di incidenti mortali sul lavoro sia una piaga che affligge non solo il nostro paese ma l‟Europa intera. L‟ambasciatore italiano Siggia ha letto quindi il messaggio del ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, il quale ha ricordato l‟importanza della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, istituita per onorare tutti gli italiani caduti sul lavoro all‟estero. La Farnesina ha inoltre disposto in questa giornata di osservare un minuto di silenzio presso tutte le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane nel mondo, per commemorare le vittime di Marcinelle.Mirko Tremaglia ha suggerito dal canto suo, quale atto nel contempo simbolico e concreto di omaggio alle vittime italiane, di cancellare il reato di clandestinità previsto dalla legge sulla sicurezza entrata in vigore in Italia all‟inizio di agosto. Una battaglia di civiltà e un impegno morale, nel nome dei valori del lavoro e delle migrazioni che, secondo Tremaglia, deve andare oltre le divisioni tra gli schieramenti politici per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio paese per cercare di sopravvivere. Tremaglia ha inoltre parlato dell‟istituzione di una Commissione bilaterale degli italiani all‟estero, che consenta di approfondire le varie problematiche migratorie, e della possibile realizzazione di una conferenza internazionale fra i paesi africani del Mediterraneo e quelli dell‟Ue, che preveda investimenti da parte dell‟Europa per lo sviluppo di questo continente. Il Segretario Generale del Cgie , dopo aver ricordato che gli italiani all‟estero sono parte integrante del codice etico che segna i diritti sociali e politici dell‟Italia di oggi, ha evidenziato a sua volta come la condizione di persone migranti, che accomuna milioni di italiani nel mondo agli odierni immigrati, porti con sé troppo spesso anche un atteggiamento negativo da parte delle istituzioni e delle società ospitanti: “I migranti vengono, troppo spesso e tout court, considerati elementi di pericolosità sociale. Oggi come ieri, si attribuisce loro l‟incapacità sociale di gestire i diritti che spettano a quanti vivono sul territorio italiano, come un tempo venivano negati i diritti sociali e politici e la stessa dignità di uomini ai nostri connazionali all‟estero. Oggi come ieri, si considerano elemento di deprivazione culturale di un Paese delle sue tradizioni e non di arricchimento dei processi culturali”. Il futuro dell‟assistenza sanitaria e dell‟assegno di solidarietà in favore dei connazionali indigenti del Sud America, così come la ristrutturazione della rete diplomatica e consolare e la riduzione delle risorse volte a garantire il funzionamento dei corsi di lingua e cultura all‟estero – ha ribadito ancora Carozza - sono motivi di forte preoccupazione che rendono urgente un confronto aperto tra le istituzioni italiane e le rappresentanze degli italiani all‟estero. E su un forte richiamo all‟attualità di Marcinelle ha concluso anche il vice presidente della Commissione Esteri Franco Narducci: “Ricordare la storia dell‟emigrazione italiana significa aiutare il Paese di oggi ad affrontare con maggiore consapevolezza i problemi del lavoro e dei suoi diritti, dell‟accoglienza e dell‟integrazione, dei flussi migratori ed i fenomeni nuovi e complessi della globalizzazione”. Narducci, dopo aver ricordato che i nostri emigrati furono tra i primi costruttori dell‟Europa Unita, ha auspicato la definizione, a livello nazionale ed internazionale, di uno statuto giuridico del migrante, e ha ricordato infine l‟apporto prezioso dell‟associazionismo italiano nel mondo è in grado di fornire nella definizione di modelli d‟integrazione efficaci dei migranti in Italia.