(28/08/2009)
E-GOVERNMENT DAL BASSO


di Gerardo Antonio Cavaliere

Il nuovo rapporto fra pubblica amministrazione e cittadini segna una nuova stagione: quella di una maggiore partecipazione dal basso. Obama, il neo presidente degli Stati Uniti, ha cavalcato l'onda del web 2.0, puntando a una comunicazione orizzontale. 
    E-government bottom up
Il mantra dei moderni amministratori della cosa pubblica è quello di gestire il rapporto con i cittadini in una maniera nuova. Comunicare, innanzitutto, con strumenti attuali e partecipativi; mettere in campo una condivisione di problemi, per poter raggiungere una soluzione democratica; sganciarsi dalla classica visione di una Pa monolitica e perenne. Sono questi alcuni degli elementi su cui i nostri governanti devono riflettere per aprire un nuovo capitolo nella comunicazione con i cittadini.
Secondo quanto affermano i più acuti commentatori, il moderno sistema di e-government deve poter fornire servizi, garantendo una crescita generalizzata della Società dell'informazione. Ciò non può che avvenire con la consapevolezza dei cittadini stessi di essere parte attiva di questo volano di innovazione. Ecco perché si parla, oggi, di e-government “bottom up”, cioè quella forma di e-government, che viene dal basso, dalla moltitudine di cittadini. Se si vuole assicurare un futuro in cui efficienza ed efficacia della Pa vadano di pari passo con la crescita della coesione e integrazione sociale, non si dovrebbero sottovalutare gli strumenti comunicativi di massa. Non tanto quelli “classici”, come giornali e televisione, ma quelli moderni, che garantiscano una vera partecipazione dei destinatari dell'informazione. In questa fase di sviluppo, il Web 2.0 può dare molto. Il settore pubblico può utilizzare proficuamente blog, social network e quant'altro con le applicazioni dei network sociali. 
     In Italia l'e-govenment non decolla
Secondo quanto evidenzia un recente studio realizzato da Accenture sulla diffusione e l'utilizzo dei servizi on line della Pa, il Belpaese fa una pessima figura. Su ventuno Paesi, l'Italia si piazza quart'ultima per livello di gradimento dei servizi pubblici. Il dato preoccupante è che solo una piccolissima fetta di italiani sfrutta la Rete per interagire con la Pa. Sono tanti, tantissimi coloro che non rinunciano alla classica “fila” a fronte dell'erogazione di servizi di sportello. E' vero che moltissimi cittadini non hanno accesso alla Rete, ma è altrettanto vero che la Pa fa poco per avvicinarsi ai suoi diretti utenti. 
     Il Piano E-Gov 2012
Il piano di e-government del Ministro Brunetta si propone di innovare e ammodernare il rapporto pubblica amministrazione-cittadino. Con un calcio al passato, la Pa tenta il rilancio e mette sul campo uno schema di crescita, fatto di tecnologia e accessibilità. A fronte di un marcato ritardo del nostro Paese in tema di uso di telematica e tecnologie informatiche in generale, il piano E-Gov 2012 vuole riempire i vuoti con ottanta progetti settoriali volti a ridurre il digital divide. Pur senza usare i moderni strumenti di comunicazione sociale (blog, social network), l'obiettivo dichiarato di questo piano è quello di aumentare la diffusione della Pa fra i cittadini. Come? Realizzando un crescente abbattimento dei digital divide, per migliorare la qualità dei servizi e diminuirne i costi per la collettività. L'Italia nel 2007 ha totalizzato solo un imbarazzante 17% delle famiglie che si collegano a Internet, contro medie degli altri Paesi europei di almeno il doppio. Numerosi sono gli interventi nella scuola, ma molti ne sono stati indicati nel settore della Giustizia: fra questi ultimi, si annoverano le notificazioni telematiche, il rilascio diffuso dei certificati giudiziari, la trasmissione telematica delle notizie di rete, la registrazione telematica degli atti giudiziari civili, ecc. Entro il 2012, inoltre, saranno semplificati anche i servizi, che afferiscono alla salute dei cittadini. Saranno realizzati progetti che connetteranno in rete tutti i medici di medicina generale, sarà digitalizzato il ciclo prescrittivo (dalla ricetta all'acquisto del medicinale), sarà avviato l'iter per creare il fascicolo sanitario elettronico del cittadino, ecc.
      Insomma, tutta una serie di provvedimenti, che fanno ben sperare per la crescita di un e-government italiano, che, seppure non “dal basso” e non così moderno come in altri Paesi, porteranno benefici effetti sul rapporto Pa-cittadino.
* di Gerardo Antonio Cavaliere   ga.cavaliere@studiocelentano.it