Caro Lorenzo,
ho letto le tue dichiarazioni rilasciate a Samantha Berardino, e ne sono felice, ma i buoni propositi , come tu sai in qualità di amministratore di lungo corso, devono anche essere trasformati in fatti.
Nel momento in cui SVIMEZ ci fa notare che dal Sud al Nord il flusso di emigrazione di qualità ha ripreso vigore è importante dimostrare le capacità di programmazione finalizzata allo sviluppo del Subappennino Dauno allo scopo di creare lavoro e per trattenere “a casa” i nostri giovani.
Come già ti ho scritto nella mia precedente lettera, è urgente “fare squadra” anche con i sindaci dei comuni viciniori, con la provincia di Foggia e con
la Regione Puglia , ma soprattutto bisogna mettere intorno ad un tavolo o a una tavola imbandita TUTTI i parlamentari di qualsiasi colore affinché il bellissimo progetto di creare un’isola culturale e di sosta venga realizzato.
Sarebbe opportuno anche trovare già delle persone o delle società che già si dichiarino interessate al progetto.
Nessuno può pensare che questi siano progetti realizzabili “in giornata”, ma nessuno mi può convincere del fatto che bastino le buone intenzioni e le buone parole.
Approfittando della pausa dei lavori parlamentari potresti convocare a Sant’Agata un incontro pubblico da tenere al Castello per chiedere ai parlamentari di “darsi da fare” per chi li ha mandati in Parlamento per rappresentarli al meglio.
In quella occasione potrebbero essere consegnate ai parlamentari le firme raccolte nel frattempo a Sant’Agata, Candela e Rocchetta per dimostrare che il Ponte non è una mera questione culturale agitata dall’Associazione Santagatesi nel Mondo e caldeggiata dall’Amministrazione Civica, ma è una esigenza avvertita anche dalla popolazione dell’intero territorio nteressato.
E’ ora di dimostrare all’Italia intera che
la Questione Meridionale non si vince con la retorica e con il piagnisteo e con l’assistenzialismo, ma facendo impresa, rimboccandosi le maniche e investendo energie economiche e finanziarie e soprattutto utilizzando i giovani per la rinascita anche delle zone interne della Puglia e non solo per il Gargano.
Come tu sai, non vivo a Sant’Agata, ma in una realtà completamente diversa. Ma questa diversità nota come “modello Veneto”, basato sul lavoro duro e sulla piccola impresa, è nata in una regione che era ai primi posti dell’emigrazione verso l’interno e verso l’estero e sottosviluppata.
Perché noi meridionali ci ostiniamo a non sfruttare i nostri talenti e le nostre risorse?Non ignoro le difficoltà che ci sono e che incontrerai, ma se fosse facile amministrare e creare sviluppo non occorrerebbe neanche fare le elezioni. Potrebbe bastare salire un giorno per uno a turno in Comune e schiacciare un bottone.
Sappiamo che non è così, ma sappiamo anche che un vero amministratore si fa valere anche e soprattutto quando la navigazione non è semplice. Penso che per la salvezza del Ponte Romano, che potrebbe diventare il simbolo del Subappennino Dauno come
la Tour Eiffel per Parigi, potresti contare sul consenso di tutti i santagatesi, opposizione compresa.
Mi piacerebbe ricordarti come il sindaco che ha salvato il Ponte Romano.
Auguri di buon lavoro e…sempre a disposizione.
Carmine Granato