(11/07/2009)
SIAM TUTTI SCHIAVI
Eluana Englaro riposa finalmente nella quiete... indisturbata... speriamo !

di Alfonso Nota

Credevo che lo schiavismo fosse finito, ma a ben riflettere mi sembra che sia aumentato a dismisura per tutti noi, tanto che ogni categoria dell'essere umano sta scivolando inesorabilmente in uno schiavismo desolante. E ciò in ogni parte del mondo, anche se le cause sono diverse. 
Se osserviamo bene, con spirito obbiettivo, senza farci prendere dallo spirito di parte, constatiamo che il povero è schiavo delle sue condizioni di vita, di non farcela a sbarcare il lunario: questo se ci manteniamo nei nostri paesi considerati sviluppati, ma se ci spostiamo in quel posto detto terzo mondo, in quel luogo di certo si è schiavi anche delle mosche. E ancora, se ci manteniamo nel mondo occidentale, ci accorgiamo che l'uomo cosiddetto libero ha paura del vicino, del passante, dell'amico perché diventa schiavo dei suoi piccoli segreti. Non può parlare schiettamente di se stesso perché ha vergogna, né dei problemi attuali perché non sa come la pensa l'altro e deve attenersi, in parte, al volere altrui, altrimenti si rischia di essere scoperti da che parte tendi, oppure essere qualificato un insensato o scemo. La piccola borghesia è schiava di ogni cittadino, e più ancora del ladruncolo che non teme di compiere delle azioni poco felici, tanto che… le nostre leggi stanno bene sulla carta… Non parliamo dell'alta borghesia perché si sta affogando nel troppo denaro assieme alla gerarchia dei Vip che sono di troppo e fastidiosi. 
Se andiamo a guardare nella scuola la maggior parte di tutto il personale diventa schiava di tutti i problemi indefiniti delle continue riforme che si attuano in essa e molti sono veramente schiavi per il precariato troppo evidente, mentre ci sono pure i condannati che lavorano per il solo punteggio nelle scuole private. 
Persino nell'amore, che dovrebbe essere l'esemplare della libertà, si sono creati degli ostacoli e, quindi, la vita di coppia sbanda in ogni senso: il marito tradisce la moglie, credendo di essere libero, altrettanto fa la moglie, il disaccordo comincia, la divisione è alle porte col divorzio: disgraziati restano i figli, se ci sono, dall’una o dall’altra parte. Anche la stampa in genere o l'editoria è schiava di questa o quella corrente politica, e perché no, anche della morale a cui non può smentire, di conseguenza è indotta ad ubbidire a chi ne è il padrone assoluto. Che dire poi dello sport che si distingue, principalmente, per quei malati della rissa che spesso obbligano la partita a porte chiuse: ne abbiamo di esempi molto vicino ai nostri giorni. 
Necessita pur tuttavia spendere due parole per le grandi gerarchie politiche e morali che predicano in un modo, ma il razzolare è del tutto differente alle buone maniere: i sacrifici li devono affrontare, anzi sono obbligati ad affrontarli chi vive nella disperazione!... Nessuno di detti Gerarchi si guarda allo specchio perché troppo preoccupato nel discernere con chi si deve alleare per non perdere il grande prestigio del suo bene, stare sulle poltrone pregiate, spesso deve pure cautelarsi per non essere troppo schiavo delle gerarchie morali da cui non riesce più a distaccarsene: l’abbiamo capito chiaramente negli ultimi giorni riguardo il caso di Eluana Englaro, nei pareri molto discordanti fra loro, anzi direi drammaticamente discordanti che ancora continuano. 
Anche le direttive morali sono diventate schiave di se stesse: si capisce bene perché di fronte alle evidenze scientifiche non riescono più a camuffare la realtà del tempo. Tendono, ahimè, con ogni appiglio, di stravolgere ogni verità naturale e scoperta scientifica, ma non ce la fanno e cercano alleati altrove: sanno solo comandare bene, ma invano, perché sono troppo pochi quelli che ascolteranno o ubbidiranno ai loro consigli. Si cerca solo di creare armi nucleari per offendere e distruggere… ma chi?... Non si sa… La perplessità aumenta a dismisura e la schiavitù non si sa più dove nasconderla. 
Ce ne sarebbe ancora da dire, ma mi fermo per non accusare più nessuno, perché tra gli altri ci sono pure io, obbligato dalla necessità dei tempi. A me sembra che, in un mondo così ingarbugliato, nessuno più potrà resistere alle storture che abbiamo creato e che continueremo, se non ci convinciamo di voltare pagina, credendo di fare bene: necessita che ognuno di noi usi la propria ragione per migliorare se stesso e gli altri, se ancora desideriamo vivere accomunati insieme e non scivolare sempre nell'egoismo innato, divenuto troppo ingordo, che ci condurrà di certo ad una catastrofe impensata. 
 
Alfonso Nota