(07/07/2009)
GLI ANTICHI MESTIERI A SANT'AGATA DI PUGLIA
Lu Beccamuort - Lu BandTor- Lu Stagner

di Lorenzo Berardino


Lu Beccamuort 
 Mestiere antico quanto la morte tramandato da padre e figlio. A S.Agata due sono Le famiglie che detenevano  tale compito i “ Blluto “ e “ Pavon “ La mia memoria mi porta sinjo al padre di “Filomeno “ bè lui Filomeno Morese è stato la massima espressione per Coreografia e dedizione . Burlone ,ricordo una volta simulò persino la sua morte con tanto di avviso funebre ,fiori ,annunci . “ Volevo solo verificare l’andamento dei miei funerali “ , tutto finì a tarallucci e vino ( a fiume ). Ma di lui si può scrivere un libro , di certo era un buon uomo !. Oggi ci sono i figli ,amici di m infanzia : Antonio Pavone, Peppino,Rocco Morese. Ma torniamo al mestiere . Qualche secolo fa ,quando un uomo moriva, per certificarne la morte,veniva chiamato il "medico condotto", il quale per verificare l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto; il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l'alluce). Nel dialetto del popolino, il "medico" assunse così il soprannome di "beccamorto". “beccamort” “Becchino” “ Affossatore “ “ Custode di cimitero “ Fa di tutto, esegue lo scavo delle fosse nel luogo indicato dal Municipio o dal Delegato del cimitero e presta la sua opera nella inumazione delle salme. Eseguono tutto secondo delle disposizioni , che la fossa non sia meno profonda di un metro e 60 centimetri , provvede all’accurata pulizia del cimitero ed in particolare deve tenere costantemente puliti i viali- 
Lu Bandtor 
 il banditore pubblico di S.Agata era “ Gerardo Barbarot “ .Un figlio era amico di suola elementare , un altro figlio lo ricordo ,oltre ad essere un bravo sarto aveva una voce da tenore che incantava tutti.( Evidentemente era una dote di famiglia ). Alto sempre ben vestito con grandi occhiali ,si fermava ad ogni angolo di strada e, a gran voce, dava, in nome dell'Amministrazione Comunale, annunci, avvisi, comunicava divieti, raccomandazioni, tutto quello che oggi viene reso noto per pubblica affissione. Ma era anche il banditore privato: la voce de la chiazza, che rendeva noto ciò che il mercato del giorno proponeva. Molti ancora lo ricordano con un iore bianco appuntato alla camicia o al risvolto della giacca, con in mano un cartoccio di pesce ,( era il compenso che osteggiava con orgoglio ), Gerardo era sempre pronto per far conoscere i prodotti del giorno, non importava se veniva compensato col denaro o in natura. “Barbarot” indicava puntualmente il prodotto, il nome e il luogo della vendita. In cambio di poco , prestava la sua voce anche per ritrovare oggetti smarriti: “……Chi avess truvet 
Lu stagner 
 L'attività dello stagnaro, a S.Agata era molto diffusa ., Lo stagnino ringiovaniva, rimuovendo con lo stagno la ruggine, padelle, caldaie. Gli attrezzi necessari: una piccola caldaia, un fornello a ventola, lo stagno da sciogliere sulla fiamma. Se era alle prese con contenitori di maggiori dimensioni, caldaie, tegami, padelle, intingeva un batuffolo di stoffa nello stagno liquefatto e lo passava sulle parti da stagnare .A S.Agata operavano attivamente numerosi stagnari locali: ricordo Colotti a s.Nicola, uno più sopra verso il castello ,uno alla portanova , dei quali non ricordo i nomi., Nella bottega ,spesso in casa , era un antro di Caronte,c’era di tutto ,carbone,utensili bisognevoli di cure ,calderoni da riparare ,tanta fuliggine e tanti figli …. Lo stagnaro, a richiesta, faceva di tutto: mestoli, scolapasta, caffettiere, bracieri, il contenitore del fuoco da mettere nello scaldaletto, “Lu scarfaliett “…