(17/06/2009) MONTE CROCE ( MONDE RE LA CROCE ): TRA RELIGIONE E SCIENZA di Mariagrazia Bonuomo | ||
Nel 1901 il papa Leone XIII volle consacrare l’arrivo del nuovo secolo a Gesù Cristo Redentore come buon auspicio per il mondo cattolico. Così scelse 19 monti uno per ogni secolo trascorso dalla redenzione, su cui erigere i monumenti dedicati al Cristo. Questa commissione papale scaturì un incontenibile fenomeno, una sorte di gara fra il mondo cattolico, ogni paese a loro modo voleva erigere sui propri monti un segno della redenzione. Sant’Agata ebbe la meglio tra i paesi limitrofi, l’arciprete Monsignor Giuseppe Danza e il Prof. Rodolfo Agnelli raccolsero il denaro necessario per impiantare una croce alta otto metri in pietra molfettese. Venne prescelto il monte alto Il posizionamento della croce avvenne l’otto giugno del 1901 fu un gran giorno di festa religiosa per i cattolici e non solo, fu fatta una vera e propria inaugurazione dove parteciparono le allora otto confraternite, personaggi illustri del clero e il popolo. Purtroppo nessuno mise in conto che la croce in pietra potesse essere danneggiata così velocemente con una tempesta di vento. La croce, venne sostituita pochi mesi dopo, il 15 giugno del 1902 con una maggiore partecipazione del popolo, da una croce di ferro fuso della stessa grandezza di quella precedente costruita questa volta a Napoli. Successivamente
Un’altra storia che fa parlare molto del monte è senza dubbio una sorta di Jurassic park che prende spunto da un grosso e solitario macigno di forma allungata, rotondeggiante che emerge sul fianco sud –ovest denominato “prèta re lu mónde”. La pietra è lunga poco meno di tre metri, larga circa Il prof. Charriér, dell’istituto di Mineralogia del Politecnico di Torino, in una relazione del 1980, afferma qualcosa di strabiliante, il macigno in realtà non è altro che una parte di un unico individuo preistorico risalente al periodo cretaceo, della famiglia dei gesteropidi, che in genere erano dei molluschi lamellibranchi costruttori di recinti di tipo corallino, di grandi proporzioni con una testa e dei tentacoli una sorta di piovra gigante per avere l’idea. Il monte quindi ha circa 100 milioni di anni è poiché tutto il monte è composto in parte d’argilla e in gran parte di sabbia di mare con stratificazioni di arenaria, è facile dedurre che tutta la zona una volta era sommersa dal mare e che probabilmente l’attuale monte croce che presenta alla sommità due cime rotondeggianti sia emerso dal mare e che il nostro mollusco sia rimasto arenato senza nessuna possibilità di guadagnare il mare nell’immane sconvolgimento geologico. Il monte negli anni è stato sempre un punto di riferimento e una fonte di lavoro per gli abitanti di Sant’Agata, dalle cave dove una volta si estraeva la sabbia necessaria ai muratori per la costruzione delle malte, alle più recenti attività di forestazione da parte del comune per rinvigorire e pulire il bosco, una splendida pineta che unisce diverse specie di piante aghifoglie, impiantata negli anni cinquanta - sessanta dalla forestale. Ci sono aree attrezzate dove è possibile ristorarsi e un percorso religioso che enfatizza la via Crucis attraverso le dodici stazioni in legno che appunto la ricordano. Negli ultimi anni ha subito spesso minacce dalle fiamme degli incendi circostanti, ma sempre sono intervenuti gli abitanti del posto in sua difesa perché il monte rappresenta un simbolo per tutti noi, ma del resto il panorama e l’aria che respiriamo non sarebbero più lo stesse senza il suo monte. Mariagrazia Bonuomo | ||