Articolo tratto da www.stampasud.it
I messaggi del cellulare, le e-mail d’Internet, nuove frontiere della comunicazione e piazze virtuali, hanno relegato in secondo piano la necessità, per i ragazzi in particolare, di possedere una scrittura, e che questa sia leggibile. Siamo lontani dalla corrispondenza ricca di suggestioni e di sentimenti degli Epistolari degni di nota in letteratura; scritti con una grafia impeccabile dal tocco sicuro e spontaneo. Parlo anche delle lettere indirizzate a famigliari, superiori e compagni, a tutti coloro, insomma, con cui era necessario comunicare. Le moderne missive dei nostri giovani, spesso originali ed essenziali, utilizzano una sorta di gergo, fatto di segni, alcuni recuperati dalla matematica, simboli e abbreviazioni che nulla hanno in comune con la nostra bella e armoniosa lingua italiana.
A scuola il tracciato grafico nell’esposizione scritta deve essere spontaneo, ma ciò non giustifica il disordine sia nel segno sia nella distribuzione della scrittura sul foglio. Va, in ogni caso, precisato che il disordine nel tracciato e nell’impaginazione dello scritto non riflette sempre un disordine interiore. La posizione di chi scrive, la fretta, la mancanza di concentrazione, la disarmonia ambientale costituiscono gli elementi che portano ad una scrittura illeggibile; genitori ed insegnanti commettono un grossolano errore, quando sono indulgenti. Bisogna risalire alle cause del disordine grafico, spesso cause esterne che non hanno a che fare con la personalità del ragazzo. Ci possono essere anche delle cause d’ordine meccanico, come il piano del banco o l’abitudine di spostare il quaderno, che costringe il corpo ad assumere posizioni innaturali. La distanza degli occhi dal foglio di carta ha, inoltre, la sua importanza, perciò è necessaria la collaborazione di medici specializzati in medicina scolastica.
La psicologa americana G. F. Weston dell’Università di Melena nel Montana dice a questo proposito che: «migliorando la propria scrittura si può riuscire persino a migliorare se stessi. Questo perché la scrittura leggibile, ordinata, è un presupposto fondamentale di chiarezza interiore ed esteriore». Parliamo di scrittura leggibile ed ordinata, non di bella o brutta scrittura.
L’impegno dei ragazzi, per rendere leggibile il segno, va sempre incoraggiato, perché rientra in una delle forme dell’educazione. In molte scuole d’Europa, ad esempio in Gran Bretagna e Germania, al termine dell’elaborato, spesso gli insegnanti invitano i ragazzi alla scrittura leggibile e il servizio di psicologia scolastica interviene, quando è necessario, per risalire all’origine del disordine grafico. La necessità di educare i ragazzi alla chiarezza e non all’arida imitazione di modelli, porta alla spontaneità, ma essenzialmente all’approccio, e alla conoscenza poi, nozionale funzionale, indirizzata verso la comunicazione, ponendo maggiormente l’accento sull’aspetto espressivo e pragmatico della lingua e sulle sue caratteristiche morfo-sintattiche.
di Rina Di Giorgio Cavaliere