(29/05/2009) IL CULTO DELLA MADONNA DELL'AIUTO A SANT'AGATA DI PUGLIA di Dora Donofrio Del Vecchio | ||
Al culto della Vergine “Aiuto dei cristiani” (Auxilium Christianorum) diede forte impulso S. Giovanni Bosco, che negli anni 1864-68 fondò a Torino, in Valdocco, il Santuario di Maria Ausiliatrice.
Il culto della Madonna dell’Aiuto conquistò i santagatesi ed ebbe rapida diffusione, confermato anche dall’adozione dei nomi personali Ausilia, Maria Ausiliatrice, Adiutrice. Ebbe (ed ha) la massima espressione nel mese di maggio, il mese “mariano”, che si celebrava con litanie, musiche sacre, recita del S. Rosario e S. Messa. La chiesa era tutta parata a festa, l’altare della Madonna traboccava di fiori campestri, rose e begonie, che portavano dalle campagne i contadini. Questi rientravano prima dai campi per essere presenti alla sacra funzione la quale, proprio per consentire loro di partecipare, si teneva un’ora prima dell’Ave Maria. Una processione eucaristica, che percorreva le strade del rione di S. Andrea, si svolgeva la sera della vigilia della festa, che si celebrava l’ultima domenica di maggio o la prima di giugno con solenni funzioni liturgiche e portando in processione la statua della Vergine. La festa, eccezion fatta per i tempi delle due guerre mondiali, si è celebrata sempre con molta solennità, particolarmente dagli anni Cinquanta del secolo scorso in poi, quando si riusciva, grazie anche alla generosità dei devoti ed all’impegno della confraternita della Madonna dell’Aiuto, a far venire famose bande musicali da altri paesi, il predicatore “forestiero” per il panegirico alla Vergine, a far costruire in piazza l’orchestra e numerose luminarie. Le strade processionali venivano addobbate da profumatissimi rami di ginestre; tovaglie e coperte di seta preziosamente ricamate pendevano dai balconi e dalle finestre, mentre petali di rose e begonie cadevano a fitta pioggia dai balconi quando passava la sacra immagine, tanto da far tappeto sulle strade, spargendo nell’aria un intenso soavissimo profumo che si mesceva a quello dell’incenso. Precedevano la statua fanciulle bianco vestite e tutti i confratelli del sodalizio della Madonna dell’Aiuto con la loro mozzetta rosa. Ancora oggi la festa, celebrata l’ultima domenica di maggio con immutata solennità, grazie all’impegno del Comitato della Madonna dell’Aiuto, è vissuta con viva fede e intensa partecipazione da parte di tutti i santagatesi. Particolarmente commovente rimane la cerimonia di chiusura del mese mariano, che si tiene il pomeriggio del giorno della festa, con l’”offerta della rosa alla Madonna” da parte di una bambina, che canta un inno dolcissimo dal titolo “T’offro, o Madre, questa rosa”, inno scritto e musicato da don Raffaele Anzano, con l’altro dal titolo “Ecco un’altra primavera” (si riportano in appendice). Da qualche anno completa la cerimonia religiosa una manifestazione popolare che si tiene nella Piazza del Chiancato, poco distante dalla chiesa, con musiche, balli e la sagra delle “pizze fritte”, pizzelle fritte e consumate calde. Con l’incanto dei fuochi d’artificio che, polverizzandosi in migliaia di stelle, illuminano la notte e le valli di fronte al paese, in un fantasmagorico spettacolo che è un gioco di echi, ombre e luci, ha inizio l’estate santagatese. Dora Donofrio Del Vecchio Speme e luce del Cristiano Su me veglia il pianto umano Pur commuova il Redentor. Fiori e palpiti soavi De’! ti prego tu mi lavi Da qualunque fosco error. Della via dolorosa T’offro, o Madre, questa rosa Ch’è speranza amor e fe’. Il mio vivo puro affetto. O Maria, quest’anima aspetta Che il mio spirito voli a te. Torna all’ara di Maria E chi torna alla preghiera Nel suo aiuto esulterà D’umiltà di casto affetto Ogni ossequio tra i profumi Del suo amore accetterà Chi ai tuoi piedi non ritorna E nel dì del suo dolore Qual aiuto invocherà? Si conforta e si ristora Perché tu sei l’adiutrice dell’afflitta umanità. Vergin Madre intemerata Sei la pace della vita Sei la luce di ogni dì. Di speranza fonte viva Tu raddolci le amarezze Che soffriamo piangendo qui. Col tuo aiuto onnipotente Deh! ci salvi in questo esilio Dal nemico traditor. Scorta e aiuta i nostri passi E nell’ultima agonia Ci conduci al ciel ancor. Ti offre, o Madre, un pio saluto Tu del popolo sei l’aiuto Sei la gioia d’ogni cor. | ||