(23/04/2009) GLI ALBERI E LE FRANE di Carmine Granato | ||
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Vivendo a quasi settecento chilometri di distanza non sappiamo molto di allagamenti, frane, strade di campagna, tratturi, muri a secco e via dicendo delle nostre contrade. Ma una cosa la sappiamo per certa perché si vede a occhio nudo: nelle zone del Subappennino e di Sant’Agata di Puglia, in particolare, manca una efficace e reale politica di manutenzione del territorio. Ricordiamo da sempre i discorsi santagatesi sulle frane che ci affliggono e che mettono in pericolo anche vite umana. Ricordiamo la posa dei famosi quanto inutili gabbioni zeppi di pietre a sostegno di zone che definire pericolanti è poco. I gabbioni accontentano solamente l’occhio e neanche tanto perché spesso sono semplicemente indecenti. Nel territorio di Sant’Agata bisogna piantare alberi senza risparmio e la forestale dovrebbe, almeno credo, agevolare la piantumazione perché essa è la vera guardia del territorio. Non sono né il cemento e né i gabbioni che risolvono il problema delle frane e delle alluvioni. Gli alberi invece hanno una grande e insostituibile funzione di contenimento del terreno. Una volta a Sant’Agata si celebrava la Festa dell’Albero e si procedeva alla simbolica posa di un albero alla presenza di noi scolari delle scuole elementari. Questa speciale cerimonia aveva un alto valore simbolico ed educativo. Sono ricordi e riti da rottamare? Preferiamo una frana o un bel boschetto che impedisca ad una strada di smottare ad ogni pioggerellina di marzo? E’ passato quasi mezzo secolo da”rimboschimento” del Monte della Croce e da allora non mi pare ci sia stato mai più un progetto così grande e impegnativo. Sentiamo spesso parlare della Forestale e ne leggiamo anche il sito quindi mi auguro fermamente che la prossima amministrazione civica di Sant’Agata di Puglia pianti alberi anche in….Piazza. Carmine Granato | ||