Artemisium News
07/02/2019
LA MAR̉NNA LA HRAZZIA
di MaestroCastello


La Madonna delle Grazie non è solo una strada, ma anche un piccolo quartiere che si trova a sud-ovest di Sant'Agata.
Tutti abbiamo ricordi bambini di questa strada, perché legati agli anni delle elementari; infatti, proprio in fondo a via delle Grazie era situata la scuola elementare principale di quando ero bambino. 
D'inverno era un'avventura fare con la neve il discesone che dalla Porta Nova conduce alla piazzetta De Capraris. Bello spazio, questo, per vere partite di pallone. 
Sempre su questo piazzale stéva nu ferrère, Vitagliano, il cui figlio era fissato con un gioco degli anni sessanta: "lu scuppettúle", una canna svuotata all'interno, con della stoppa serrata da un bastoncino che produceva un piccolo scoppio, appunto scuppettúle. 
Chi se l'arrecôrda? Parlo del gioco ovviamente!
Quante volte ho percorso questa strada per recarmi a scuola, credo facessi la seconda o la terza elementare, con una cartella di cartone per mano che non doveva bagnarsi; altrimenti erano botte da mia madre.
Via delle Grazie, ultimo tratto che porta fuori del paese, verso il Camposanto e tragitto degli asini verso la campagna.
Via delle Grazie ad un certo punto si dirama ed io prendevo a destra che portava dritto alle scuole elementari e passava davanti alla Pretura (a quei tempi Sant'Agata aveva anche la Pretura), le cui finestre erano chiuse con le sbarre. La pretura aveva delle camere di sicurezza le cui finestre davano evidentemente sulla strada.
Un giorno sento uno che si lamentava dietro alla finestra con le sbarre: "na secarètta, vòglie na secarètta!" Doveva essere forse un recluso ed io presi uno spavento e scappai. Da quel giorno o passavo in compagnia di qualcuno; oppure facevo la strada di sotto, quella che porta a lu Calvàrie.
Ora è tutto cambiato: Pretura e scuola non esistono più, c'è sempre la chiesetta re la Marônna la Hrazzia e, al di sotto, Lu Calvarìe, che viene visitato dai fedeli una volta l'anno, nella giornata che si fanno i Sepolcri, re Sabbórchere, come diciamo a Sant'Agata. 
Proprio sul curvone c'era una bottega di sellaio Pugliese che era anche componente della banda musicale e papà del mio amico Mario.
Qesto mestiere, come tanti altri, oggi è totalmente scomparso, solo i miei ricordi sono sempre in voga.

(Giovanni)

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