(09/03/2010)
GIUSEPPE SCHIAVONE, IL BRIGANTE SANTAGATESE


di Redazione
La banda Schiavone lel carcere di Melfi
 La banda Schiavone lel carcere di Melfi


Giuseppe Schiavone
 Giuseppe Schiavone


Il capobanda Giuseppe Schiavone (il secondo da sx nella fotografia in alto) fotografato nel carcere di Melfi, subito dopo il suo arresto, e "in posa" nella fotografia in basso.

Assieme a lui ci sono anche quattro briganti della sua banda: Giuseppe Petrella di Deliceto (è il terzo da sx), Pietro Capuano e Rocco Marcello di Anzano di Puglia, e Vito Rendina di Sant'Agata di Puglia. Schiavone era originario di Sant'Agata ma iniziò a far parte della banda beneventana di Michele Caruso, per poi passare a far parte della più numerosa banda Crocco. con cui partecipò a varie scorribande: il massacro di 20 militi della Guardia Nazionale presso Orsara di Puglia, e l'uccisione di 17 soldati presso Francavilli sul Sinni. Segue dovunque Crocco (in Irpinia, Capitanata, Vulture- Melfese, Terra di Bari) e rimane con lui fino al 26 luglio 1864 quando vengono scovati nel bosco di Leonessa di Melfi dai numerosi drappelli di bersaglieri e cavalleggeri, guidati dal pentito Caruso. Schiavone riesce a fuggire, trovando rifugio a Bisaccia, nella casa di alcuni notabili filoborbonici. a tradire Schiavone è la sua amante, Rosa Giuliani, la quale confida alle autorità che nella notte tra il 26 ed il 27 novembre Schiavone con altri quattro briganti si sarebbe recato nella masseria di Posta Vassalli, in territorio di Melfi.

La masseria viene circondata e Schiavone ed i suoi compagni sono costretti alla resa. Tradotti nel carcere di Melfi vengono giudicati da un Tribunale Militare Straordinario, convocato immediatamente, in base all'articolo 7 della legge sul Brigantaggio del 15 agosto 1863, dal Luogotenente Peyssard, comandante della Zona Militare di Melfi e Bovino.

Il 28 novembre i cinque briganti catturati vengono condannati a morte tramite fucilazione, per essere stati riconosciuti colpevoli del reato di "brigantaggio facendo resistenza con le armi alla mano".

Tratto da www.ilbribantaggio .com