Dall'Italia  Tue, 12 Dec 2017 23:02 Deforestazione nella pelle: l'impatto del Made in Italy sulle foreste tropicali - L’allevamento di bovini è uno dei principali responsabili della deforestazione tropicale, a sua volta tra le più importanti cause del riscaldamento globale. L’Italia ha un ruolo da protagonista in questo ambito per quanto riguarda l’approvvigionamento della pelle, di cui è il massimo importatore al mondo, per fornire alcune delle più importanti industrie del Made in Italy: moda, arredamento, automotive. Pelle e deforestazione - Nel 2016 l’Italia è stata il massimo importatore di pelle dal Brasile (107 mila tonnellate, per un importo di 289milioni di euro), rappresentando da sola la stragrande maggioranza della domanda europea da questo Paese (complessivamente di 127mila tonnellate). Comprare pellame in Brasile significa far fronte ad un alto rischio di avere a che fare con la deforestazione. Secondo il dipartimento Foreste e Studi Ambientali di Yale, oggi l’allevamento di bovini è «il principale motore della deforestazione in ogni Paese dell’Amazzonia, responsabile per circa l’80 per cento dell’attuale tasso di deforestazione tropicale. In Amazzonia Brasiliana si trovano circa 200 milioni di bovini, che ne fanno il più grande esportatore al mondo». Solo pochi mesi fa, a marzo 2017, l’agenzia per l’Ambiente Brasiliana (Ibama) ha sanzionato la multinazionale Jbs, principale produttore di manzo al mondo e primo interlocutore anche per chi compra pellame in Brasile, con una multa di 24 milioni di real - equivalenti a circa 6,3 milioni di euro - per aver utilizzato pascoli in aree deforestate illegalmente dell’Amazzonia, nello stato del Parà. Nel frattempo i vertici della stessa Jbs ancora oggi sono al centro del principale scandalo di corruzione che abbia mai investito le istituzioni brasiliane. Sempre nel 2016 l’Italia ha importato 29mila tonnellate di pelli dal Paraguay, per un valore di 58 milioni di euro, rappresentando praticamente la totalità dell’import di pelle europea da questo paese. Gli allevamenti in Paraguay presentano un tasso di rischio persino maggiore del Brasile: oggi il Paese è il principale fronte mondiale per chi si occupa di deforestazione tropicale. Dal 2000 ad oggi la foresta del Chaco ha subito la più rapida deforestazione della storia, dovuta alla creazione di nuovi ranch e piantagioni. Alcune stime basate su osservazioni satellitari parlano di 700 mila ettari convertiti illegalmente da foresta in terreni agricoli tra il 2000 e il 2012, altre parlano di quasi 240mila ettari deforestati solo nel 2013 e di cifre simili per l’anno seguente. Deforestazione zero o attenzione zero? - Essere i massimi acquirenti di pellame da Paesi «a rischio» come Brasile e Paraguay è ancora più grave se le aziende protagoniste di questo import non hanno politiche per tutelarsi dai prodotti derivanti da aree deforestate. «Tra i vari impegni a livello globale che riguardano il settore privato c’è l’obbiettivo (fissato dalle Nazioni Unite, ndr) di azzerare la deforestazione entro il 2020», afferma Tom Bregman, analista del Global Canopy Program e tra gli autori del programma Forest500. Si tratta di un programma internazionale che misura il ruolo di aziende e istituti finanziari nel foraggiare la deforestazione: «Stiamo iniziando a capire che si tratta di obbiettivi ambiziosi, ma se guardiamo a quello che fanno le aziende più esposte alla deforestazione secondo il rapporto Forest500, vediamo che spesso non sono neanche state adottate delle policy per raggiungere questo traguardo». Tra le aziende valutate nel rapporto Forest500, quelle italiane legate alla pelle non raggiungono la sufficienza alla voce «deforestazione». Le ragioni dietro questi risultati le spiega l’Unione Nazionale Industria Conciaria (Unic) nel suo rapporto sulla sostenibilità 2017. L’associazione di categoria definisce «scarto recuperato» la materia prima, ovvero i pellami, scaricando di fatto il settore da ogni responsabilità sul controllo all’origine delle pelli e sui rischi di foraggiare con i soldi delle importazioni la deforestazione tropicale, legale o illegale. I fronti di sostenibilità di cui si interessano le concerie italiane sono altri, come l’efficienza energetica, il consumo di acqua, la gestione dei reflui, i materiali chimici usati nel processo di conceria. Ma nessuna menzione alla deforestazione. Lo stesso approccio lo conferma Chiara Mastrotto, presidente del Gruppo Mastrotto - leader europeo per il settore conciario, che si occupa di produzioni in pelle per moda, design e automotive - secondo cui il problema dell’origine delle materie prime è di competenza «più della filiera della carne». Le pelli lavorate nei distretti conciari italiani, che sono Santa Croce sull’Arno (Toscana) e Arzignano (Veneto), in realtà vengono a loro volta per lo più importate, prima di tutto dal Brasile. Anche in questo caso non c’è un controllo legato alla deforestazione: l’Icec, il principale certificatore per la sostenibilità nel settore conciario, offre strumenti facoltativi per conoscere l’origine delle materie prime, senza nessuna valutazione sull’impatto sulle foreste. Il Gruppo Mastrotto, molto attivo sulla sostenibilità, si concentra su altri temi, come le emissioni e l’impatto idrico. Il Gruppo fa parte del Leather Working Group (Lwg), un network di produttori che riconosce il problema della deforestazione legato al pellame, ma si limita a chiedere la tracciabilità fino ai macelli (e quindi non agli allevamenti), senza comunque porre ai propri associati regole vincolanti per evitare i fornitori a rischio: «Molti marchi globali stanno riconsiderando le proprie forniture di materie prime tenendo in considerazione la deforestazione», si legge sul sito del network. «Per questo Lwg ha incluso una sezione per verificare la capacità dei fornitori di tracciare le proprie materie prime fino ai macelli. Questo permetterà ai produttori appartenenti al programma Lwg di avere una piena conoscenza della provenienza delle materie prime». I punteggi assegnati da Lwg alle concerie (da «fail» a «gold») si basano però su altri criteri, diversi dalla deforestazione, ovvero: l’utilizzo di acqua, il consumo energetico, le emissioni. Tra i fondatori dell’LWG nel 2005 c’erano multinazionali come Adidas, Timberland e Nike. Proprio quest’ultima nel 2009 si è impegnata a non utilizzare mai più pellame proveniente da animali allevati in zone amazzoniche, facendo seguito ad un rapporto di Greenpeace dello stesso anno («Slaughtering Amazon») che denunciava e documentava il collegamento tra deforestazione amazzonica e le industrie della carne e della pelle. Quel rapporto chiamava in causa l’Italia proprio per il grande flusso di pellame importato da zone deforestate illegalmente. In Italia quella denuncia è stata raccolta da Gucci (che solo pochi giorni fa ha annunciato l’addio alle pellicce), che già allora si impegnò a non utilizzare pellame proveniente da zone deforestate. (Servizio realizzato in collaborazione con il progetto Global Warming Made in Italy)    Tue, 12 Dec 2017 22:17 L'architetto italiano che tira su le case di legno a Berlino in una mattina - L’architetto italiano che tira su le case di legno a Berlino in una mattina Ecco l’Urbanest, il condominio di legno che sta sorgendo nella città tedesca - Corriere TV    Tue, 12 Dec 2017 21:37 La sindaca leghista: «È giusto che i medici calabresi siano pagati meno» - La sindaca leghista: «È giusto che i medici calabresi siano pagati meno» La parole di Susanna Ceccardi, prima cittadina di Cascina in provincia di Pisa ad Agorà su Rai Tre - Corriere TV    Tue, 12 Dec 2017 21:18 Vitalizi, Salvini: altra bufala di Renzi ma italiani non ci cascano piu' - Vitalizi, Salvini: altra bufala di Renzi ma italiani non ci cascano piu' Matteo Salvini in diretta Facebook - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Tue, 12 Dec 2017 21:16 Renzi: Consip, se qualcuno ha tradito lo Stato paghi - Renzi: Consip, se qualcuno ha tradito lo Stato paghi Il segretario PD alla Luiss - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Tue, 12 Dec 2017 21:16 Il presepe a Montecitorio, la benedizione con la presidente Boldrini - Il presepe a Montecitorio, la benedizione con la presidente Boldrini L'opera donata dal Comune di Tolentino - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Tue, 12 Dec 2017 19:04 Maltempo, esonda fiume Enza in Emilia-Romagna, le immagini aeree dei Vigili del Fuoco - Maltempo, esonda fiume Enza in Emilia-Romagna, le immagini aeree dei Vigili del Fuoco Il fiume ha rotto gli argini e ha invaso l’abitato e la zona industriale. - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Tue, 12 Dec 2017 18:58 Circondati dall'acqua: decine di persone salvate dai pompieri a Brescello - Circondati dall’acqua: decine di persone salvate dai pompieri a Brescello Le impressionanti immagini dall’alto dell’esondazione del fiume Enza, in Emilia-Romagna - YouReporter    Tue, 12 Dec 2017 17:24 È morto Everardo Dalla Noce, giornalista volto noto della Rai - È morto, all’età di 89 anni, Everardo Dalla Noce, giornalista della Rai reso celebre da Fabio Fazio con «Quelli che il calcio» . A dare la notizia il sito della Spal, squadra di cui era grande tifoso: «In queste ore è scomparso Everardo Dalla Noce, noto giornalista radio-televisivo in Rai, da sempre tifoso della Spal. Storica voce di «Tutto il calcio minuto per minuto». Dalla Noce, cronista e commentatore economico, dopo aver lavorato in radio passò alla televisione diventando la voce della Borsa di Milano per il Tg2. Per 30 anni lavorò per la Rai.La carriera Nato a Ferrara, Dalla Noce esordì come radiocronista sportivo: si occupava di calcio e automobilismo. Voce della trasmissione «Tutto il calcio minuto per minuto» seguiva la Spal (la sua squadra del cuore) e le squadre milanesi, ma anche diversi campionati mondiali di Formula 1. Più tardi passò alla televisione: al Tg2 curò uno spazio dedicato alla Borsa, in collegamento da Milano o dalla sua Ferrara. Dal 1993 al dicembre 1996 partecipò come inviato speciale a Quelli che il calcio, trasmissione allora condotta da Fabio Fazio.    Tue, 12 Dec 2017 16:35 Maltempo, 3 persone e un cane salvati dai soccorsi in gommone per l'esondazione del fiume Enza - Maltempo, 3 persone e un cane salvati dai soccorsi in gommone per l’esondazione del fiume Enza La famiglia salvata dal mezzo anfibio era rimasta intrappolata in casa - Corriere TV    Tue, 12 Dec 2017 15:01 Il fiume Enza rompe gli argini, oltre mille sfollati - Il fiume Enza rompe gli argini, oltre mille sfollati Persone evacuate a Lentigione, in provincia di Reggio Emilia - LaPresse    Tue, 12 Dec 2017 14:25 Gas, Calenda: dichiareremo stato di emergenza dopo incidente in Austria - Gas, Calenda: dichiareremo stato di emergenza dopo incidente in Austria Il ministro dello sviluppo economico sull'incidente al gasdotto - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Tue, 12 Dec 2017 13:59 Alessandra Mussolini contro Agorà: «Trasmissione provocatoria e violenta» - Alessandra Mussolini contro Agorà: «Trasmissione provocatoria e violenta» «Hanno oltraggiato la famiglia. Una grave e violenta provocazione» - Corriere TV    Tue, 12 Dec 2017 12:43 Diretta Rai dalla tomba del duce, l'ira di Alessandra Mussolini: «Nessuna autorizzazione Questa non è violenza?» - «Da questo momento è guerra»: Alessandra Mussolini si sfoga su Twitter. A scatenare l’ira dell’europarlamentare di Forza Italia è il servizio della trasmissione Rai Agorà «svolto riprese ed interviste all’interno della Cripta Mussolini senza alcuna autorizzazione», come si legge in una nota. «Risponderanno in tribunale di questa gravissima provocazione», si legge nel comunicato che annuncia azioni. «La Famiglia Mussolini ha dato mandato ai propri legali per agire nei confronti della Rai, del presidente dell’Anpi Forlì-Cesena, Miro Gori, e del Sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti (Pd)». Il video diretto a FianoMussolini ha anche postato un video su Twitter diretto al dem Emanuele Fiano, firmatario della legge contro l’apologia del fascismo, in cui chiede: «Questa non è violenza?». La polemica intanto sta rimbalzando sui social network. Gli inviati della trasmissione di Rai Tre erano a Predappio, dove si trova la tomba del Duce, per raccontare il progetto del sindaco Frassinetti, che vorrebbe trasformare l’ex Casa del Fascio, ora abbandonata e in stato di degrado, in un museo e in centro studi sul fascismo. «Non è un Museo del Fascismo, ma un Centro internazionale sull’Italia totalitaria, è un centro di ricerca storica sulle dittature e i totalitarismi», aveva dichiarato qualche giorno fa il sindaco. E aveva precisato:«È ora di comprendere che contro il ritorno del fascismo la repressione da sola non basta, serve anche la cultura, la ricerca storica, la divulgazione. Avere rimosso per decenni questa pagina di storia cosa ha prodotto? Il fatto che oggi ci ritroviamo ad avere a che fare con queste degenerazioni. È lo specchio del fallimento della rimozione».    Tue, 12 Dec 2017 12:01 Il fiume Parma tracima a Colorno, la piazza allagata - Il fiume Parma tracima a Colorno, la piazza allagata L’acqua ha invaso anche la Reggia - Corriere TV    
Artemisium News
01/10/2017
ZACCHERIA TABU'. ENNESIMO PARI PER IL FOGGIA ( 2-2 )
Novara in vantaggio. Mazzeo e Fedato ribaltano il risultato e a 6' dalla fine gli ospiti pareggiano
di Lino Mongiello

Foggia, 1 ottobre 2017.

Ennesimo pareggio del Foggia allo Zaccheria (2-2 col Novara) ed ennesima possibilità di vittoria buttata al vento. Stavolta è la dea bendata ad accanirsi contro i satanelli che, dopo aver subìto lo svantaggio e tre infortuni nei primi 45’, erano riusciti prima a pareggiare i conti e poi addirittura a ribaltarli. Ma nel calcio chi sbaglia paga. E il Foggia non è riuscito né a gestire il prosieguo del match né ad amministrare il prezioso vantaggio. Proprio questo è il leit motiv ricorrente di queste prime sette giornate di campionato. E’ ovvio, il Foggia paga in termini di esperienza l’avventura nella serie cadetta. Ma va anche ricordato che l’undici rossonero poco si discosta da quello che ha vinto lo scorso campionato di serie C. Certamente la squadra c’è e dimostra una buona organizzazione di gioco dalla cintola in su. I guai, invece, arrivano quando si tratta di contrastare gli avversari e renderli inoffensivi. Il centrocampo si fa trovare sbilanciato in avanti e la difesa arranca in più occasioni. E, alla fine, in termini di punti si è già dato molto.  Mister Stroppa ha un gran lavoro da svolgere nel cercare di individuare le soluzioni alle problematiche sinora emerse. Di fatto la retroguardia va spesso in affanno e subisce troppo le iniziative avversarie. I 17 gol subiti dicono chiaramente come sia perforabile la difesa del Foggia. Foggia che contrapposto al Novara si è presentato col solito 4-3-3. E rispetto al match di Brescia con una sola variante: Chiricò per Nicastro, assente per infortunio. La gara con i piemontesi si rivela sin dalle prime battute abbastanza tosta. Gli ospiti sono ben assestati nella propria metà campo a chiudere tutti gli spazi, affidandosi ad un pressing sul portatore di palla, confidando nel gioco di rimessa. Il Foggia, dal canto suo, prova a sfruttare l’abilità nel palleggio dei suoi interpreti e le giocate sulle corsie esterne dei due funamboli, Chiricò e Floriano. Dopo le consuete fasi di studio è il Foggia ad aprire le danze. Con una bella azione e il cross di Rubin, perfetto per Chiricò (10’) che dopo aver stoppato di petto tenta la battuta al volo che però termina alta.  Insiste con caparbietà il Foggia ma non trova i varchi giusti per impensierire Montipò. Intanto si fa male Camporese e Stroppa opta per Coletti. Quindi Floriano trova il corridoio giusto per Agnelli (23’) ma non c’è la prontezza al tiro e i difensori ospiti rimediano. Contro il Foggia si accanisce anche la sfortuna. Dopo l’infortunio occorso a Camporese, i satanelli sono costretti a rinunciare anche a Floriano. Il Foggia spinge e dà l’impressione di poter passare. Invece, nel momento migliore dei rossoneri, improvvisamente è il Novara a passare. L’arbitro lascia correre su un paio di falli a centrocampo e Moscati (31’) s’impossessa della sfera, supera un paio di avversari e disegna una parabola velenosissima che si spegne all’incrocio dei pali. Incredibile la prodezza balistica che lascia di stucco Guarna. Sotto di un gol il Foggia prova a reagire. Fedato serve un buon pallone ad Agnelli (36’) ma il tiro del capitano è tutto da dimenticare. Il  Novara, invece, sornione, quelle poche volte che si affaccia nella metà campo pugliese, crea pericoli. Sciaudone (44’) scheggia la traversa e nell’azione successiva si fa male anche Agnelli (45’), sostituito da Deli. In soli 45’ Stroppa ha dovuto ricorrere a tutte e tre le sostituzioni. E si è ancora sullo 0-1. In chiusura di tempo si rivede il Foggia con Martinelli (46’) che impegna Montipò con un preciso colpo di testa. E nell’ultimo dei 4’ di recupero il Foggia giunge al pareggio. Golubovic  “affonda”  Rubin (49’)  e il Sig. Serra assegna la massima punizione. Dal dischetto Mazzeo (50’) non fallisce la ghiotta occasione per pareggiare i conti e, sulla battuta del penalty, termina la prima frazione. Nella ripresa il Foggia prova a ribaltare il punteggio e si riversa nella metà campo degli ospiti. Chiricò (3’) tenta dal limite dell’area, senza esito. Il gol però è maturo e giunge grazie ad un caparbio recupero di Mazzeo che “taglia” la difesa piemontese, consentendo a Fedato (14’) di eludere il tentativo difensivo di Troest e di superare Montipò per poi appoggiare comodamente  in rete. Il Novara non sta a guardare e potrebbe subito rimettere i conti in parità.  Ma Troest (16’), di testa, manca d’un soffio il bersaglio e Sciaudone (18’) trova Guarna a sbarrargli la strada. Il Foggia non si accontenta di amministrare il prezioso vantaggio. Non capitalizza alcune situazioni  di superiorità numerica e, soprattutto, con Chiricò (21’ e 22’) fallisce due ghiotte occasioni per calare il tris.  E le occasioni sbagliate nel calcio, come già detto, si pagano. E il Foggia che ha abbassato troppo il baricentro, forse anche per necessità, non avendo più cambi a disposizione, viene punito. Golubovic (37’) dai trenta metri impegna Guarna alla deviazione in angolo. E dalla battuta dal corner svetta l’ultimo entrato Dickmann (38’) che, di testa, spedisce la sfera sotto la traversa e il guardalinee sotto la tribuna segnala che la sfera ha varcato la linea bianca. E’ il gol del 2-2 che rimette in equilibrio le sorti del match. Il Foggia potrebbe in extremis fare qualcosa in più ma Chiricò (46’) dopo aver superato due avversari viene toccato e cade. Il Sig. Serra non se la sente di assegnare un secondo penalty ed anzi, ammonisce l’esterno rossonero per simulazione. Peccato. 

FOGGIA – NOVARA  2 - 2

Marcatori: 31’ p.t. Moscati, 51’ Mazzeo (rig.), 14’ s.t. Fedato, 39’ Dickmann.

FOGGIA: Guarna 5.5, Loiacono 6, Rubin 6, Camporese s.v. (17’ p.t. Coletti 6), Martinelli 6, Agazzi 6, Chiricò 6, Vacca 6, Mazzeo 6.5, Agnelli 6 (45’ p.t. Deli 6), Floriano 6 (28’ p.t. Fedato 6.5). A disposizione: Pelizzoli, Figliomeni, Beretta, Calderini, Gerbo, Celli, Ramè, Fedele. All. Stroppa 6.

NOVARA: Montipò 6, Calderoni 6, Troest 6, Chiosa 6, Golubovic 6, Moscati 6.5, Ronaldo 6 (28’ s.t. Dickmann 6.5), Sciaudone 6, Maniero 5, Macheda 5.5 (23’ s.t. Chajia 6), Di Mariano 5.5 (23’ s.t. Sansone 6). A disposizione: Farelli, Benedettini, Del Fabro, Mantovani, Schiavi, Armeno, Orlandi. All. Corini 6. 

Arbitro: Marco Serra di Torino 5;
1° ass.: Davide Imperiale di Genova 5.5;
2° ass.: Vito Mastrodonato di Molfetta 6;
4° uff.: Matteo Marchetti di Ostia Lido.

Note: Cielo sereno. Terreno in buone condizioni. Spettatori 12.000 circa tra i quali una ventina ospiti. Ammoniti: Vacca, Chiricò (F), Maniero, Sciaudone  (N). Allontanato l’allenatore del Brescia, Corini, al 33’ s.t. per proteste. Angoli: 7 - 5  per il Foggia. Recuperi:  4' -  3'.

Nella foto il gol dell'1-1 di Mazzeo

Facebook Twitter Google+
Autorizzazione del Tribunale di Foggia n.20 del 20 settembre 2006
Direttore Responsabile Samantha Berardino



Quotidiano di Video Informazione on-line. Direttore Responsabile: Samantha Berardino
Reg.Trib. di Foggia n.20 del 20 settembre 2006. Tutti i diritti sono riservati.
Direzione e Redazione: Via G.Garibaldi, 44 - 71028 Sant'Agata di Puglia (FG) Tel. +39 0881 984319 - +39 368 7216910
La collaborazione a qualsiasi titolo deve intendersi gratuita.
Segnalazioni: Leonardo Capano redazione@santagatesinelmondo.it

Tutto il materiale presente in questo sito è strettamente riservato - è vietato l'utilizzo dei contenuti del sito senza l'autorizzazione dei gestori. Privacy Policy | Cookie Policy