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Colpa di questa legge elettorale ingannevole» Il presidente del Senato: "Ha fotografato perfettamente la situazione italiana" - LaPresse    Thu, 22 Feb 2018 22:50 Elezioni, Salvini: «Abbiamo un'idea di Italia fondata sul lavoro, non sull'insulto» - Elezioni, Salvini: «Abbiamo un'idea di Italia fondata sul lavoro, non sull'insulto» Il leader della Lega a Bologna pronostica una vittoria del centrodestra nelle "regioni rosse" - LaPresse    Thu, 22 Feb 2018 22:26 Mattarella: «Genitori che si contrappongono a insegnanti vanno contro gli interessi dei figli» - Mattarella: «Genitori che si contrappongono a insegnanti vanno contro gli interessi dei figli» Il presidente della Repubblica incontra i ragazzi delle scuole medie - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Thu, 22 Feb 2018 22:18 «No a CasaPound», a Torino pietre dai centri sociali contro la polizia: tre agenti feriti e due fermi - Sei agenti feriti e due manifestanti fermati. Giovedì sera il centro di Torino è stato paralizzato dal corteo antifascista sceso in strada per protestare contro il candidato premier di CasaPound, Simone Di Stefano. Il leader del partito di estrema destra ha incontrato i suoi trecento sostenitori nella sala conferenza dell’Nh Hotel di corso Vittorio Emanuele II. Mentre 500 antagonisti hanno tentato invano di raggiungere l’albergo. Bottiglie, sassi e petardi sono stati lanciati contro il cordone di sicurezza delle forze dell’ordine, che hanno risposto con i lacrimogeni. E con l’uso massiccio degli idranti, che ha obbligato a indietreggiare più volte il serpentone antifascista formato da appartenenti ai centri sociali, studenti e militanti di Potere al Popolo. Il corteo, aperto dallo striscione con lo slogan «Torino è antifascista», ha provato a forzare i blocchi per almeno tre volte, ma è sempre stato respinto da polizia e carabinieri. I manifestanti, abbandonato corso Vittorio, hanno sfilato per il centro ricevendo gli applausi di qualche residente. SalviniNon si è fatta attendere la risposta di Matteo Salvini (Lega Nord): «Questi ragazzi fanno quello che fanno: se vai dai genitori e gli fai pagare i danni, vedrai che restano a casa». Duro il commento di Di Stefano: «Sono solo quattro imbecilli». Mentre a Perugia, tre militanti di CasaPound e due di Potere al Popolo sono stati indagati per lo scontro avvenuto durante l’affissione di manifesti elettorali. E a Mantova è stato chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone accusate di ricostituzione del partito fascista.    Thu, 22 Feb 2018 19:10 Berlusconi: «A Firenze sono tutti delle bestiacce...» - Berlusconi: «A Firenze sono tutti delle bestiacce...» Silvio Berlusconi in occasione della presentazione da parte dell'Ance del `Manifesto elezioni politiche 2018´ - LAPRESSE    Thu, 22 Feb 2018 19:01 Berlusconi show, lezioni di bon ton e poi l'imitazione - Berlusconi show, lezioni di bon ton e poi l’imitazione Il leader di Forza Italia dai costruttori edili - LaPresse    Thu, 22 Feb 2018 18:53 Berlusconi: «Sentenza Strasburgo? Me ne frego" - Berlusconi: «Sentenza Strasburgo? 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Artemisium News
27/09/2017
UN NUOVO TIPO DI LAVORO COLLETTIVO
di Rina Di Giorgio Cavaliere

La presenza delle nuove tecnologie nella scuola (Piano di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche) è ormai una realtà e non ci meraviglia la recente notizia diffusa dall’Ocse, riguardante i giovani e le loro potenzialità nell’impiego del titolo di studio: l’istruzione tecnica dà più lavoro della laurea. Stiamo vivendo una nuova e inevitabile fase di surmenage informatico nel mondo del lavoro. Tutti i processi produttivi dell’industria sono guidati e monitorati tramite computer, il mercato finanziario muove i suoi capitali virtuali in tempo reale attraverso la telematica, non c’è in definitiva lavoro che non sia controllato dall’universo dei bit. Internet, di fatto, ha reso l’espressione di villaggio globale non più una semplice locuzione e la teledocumentazione ha aperto nuove forme di accesso al sapere, di comunicazione con gli enti privati e pubblici (Google Tez, l’app antievasione per pagare con lo smartphone). 

            I vocaboli del mondo greco e latino, più vicini al senso della nostra parola lavoro, sono legati a opera. Nel latino del medioevo e nelle varie lingue neolatine d’età più antica, per esprimere il senso di lavorare, è presente lo stesso tipo di vocabolo. Alla classe dominante interessa il risultato del lavoro, appunto l’opera, non importa a quale prezzo ottenuto. Così nelle lingue di questa società noi ritroviamo il riflesso di tale pensiero: le designazioni del lavoro prendono nome dall’opera. Solo negli ultimi secoli del medioevo i semi deposti dal cristianesimo cominciano a dare i loro frutti e inizia un lento, ma luminoso moto di liberazione degli uomini, che reclamano la loro comune natura. Nascono nuovi vocaboli a designare il lavoro e il lavoratore, perché la parola non vive nella fissità di un modello; è la somma di quanto lo sviluppo della umana civiltà ha prodotto nel tempo.

Il vocabolo italiano lavorare proviene dal verbo latino “laborare” (star male, soffrire), quindi non più l’opera, ma la personale fatica. Una società in cui, diversamente dalle antiche società schiaviste, chi lavora acquisisce la capacità di esprimersi. Nel corso degli anni nuove leggi in materia d’istruzione, lavoro, previdenza e assistenza sociale hanno senz’altro contribuito a elevare le condizioni materiali e sociali di un buona parte della popolazione, ma l’obiettivo è ancora lontano. Basti pensare a coloro che ancora oggi non hanno i mezzi sufficienti al proprio sostentamento, perché senza lavoro o costretti a lavorare per un salario che non permette loro un’esistenza dignitosa. Non uguali agli altri cittadini, perché più poveri e non istruiti, non possono sentirsi parte di una società di cui sono ai margini. La nostra Costituzione ritiene, giustamente, che l’eguaglianza dei diritti di fronte alla legge possa realizzarsi, solo se accompagnata da un minimo di eguaglianza sostanziale.

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