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Il . I giovani si sono sentiti lasciati soli e poco formati. Le loro testimonianze spiegano anche, almeno in parte, i problemi tecnici che possono avere portato ai mega ritardi nella comunicazione dei dati sull’affluenza e ai risultati del voto. Autonomia Lombardia, ritardi, flop tablet e scrutatori bloccati ai seggi Uno dopo l’altro i messaggi possono aiutare a ricostruire il dietro le quinte di quel che è successo sabato e domenica, al di là delle dichiarazioni ufficiali dei politici che sostengono che il voto elettronico è filato liscio. «Comunque organizzazione pessima, davvero pessima». «Hanno sbagliato a dividerci in turno A e B: dovevano metterci insieme così potevamo sostenerci a vicenda e smazzare il lavoro in due e aiutarci». «Io non so se è successo anche a voi ma i presidenti di seggio credevano che noi avessimo una preparazione un po’ più seria». «Io ho provato a entrare ancora avendo messo password e login giuste, ma non sono riuscita a entrare nel sistema». «Io comunque me ne sbatto nel senso che non va». «Ma c’è qualcuno come me che non ha ricevuto né l’username né la password per questo famoso E360?». «Qualcuno sa dirmi come devo accedere a questo E360?». «Non so come devo fare». Il digital assistant è un tecnico, ma formato solo con un corso online di poche ore. Il suo ruolo è di garantire il funzionamento dei tablet e chiamare il numero verde 800.861.431 in caso di difficoltà a risolvere i problemi: «Peccato — dicono i giovani — che il numero fosse sempre intasato». La corretta installazione delle voting machine andava controllata tramite la piattaforma mobile E360, piattaforma che dalle testimonianze risulta spesso impallata. La sintesi della giornata di voto elettronico secondo il racconto dei digital assistant: dispositivi costati 23 milioni di euro che non vanno e chi deve farli funzionare troppo spesso non in grado di farlo.    Mon, 23 Oct 2017 15:30 Referendum autonomia, Salvini: meglio di cosi' non poteva andare - Referendum autonomia, Salvini: meglio di cosi' non poteva andare La conferenza stampa di Matteo Salvini a Milano - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Mon, 23 Oct 2017 03:16 Referendum autonomia, Zaia: «Chiederemo i 9/10 delle tasse» - Referendum autonomia, Zaia: «Chiederemo i 9/10 delle tasse» Il governatore del Veneto parla dopo la chiusura dei seggi - LaPresse    Mon, 23 Oct 2017 02:47 Referendum autonomia, Luca Zaia: «C'è stato un attacco hacker» - Referendum autonomia, Luca Zaia: «C'è stato un attacco hacker» Il governatore del Veneto spiega che ci sarà un ritardo nello scrutinio dei voti - LaPresse    Sun, 22 Oct 2017 21:12 Renzi bacchetta Boldrini: «La mozione su Bankitalia non l'avrei giudicata ammissibile» - Renzi bacchetta Boldrini: «La mozione su Bankitalia non l'avrei giudicata ammissibile» Il segretario del Pd intervistato da Lucia Annunziata su Rai3 - LaPresse    Sun, 22 Oct 2017 19:54 Referendum, Bossi: «Spirito Lega un po' perso, la secessione era sicuramente meglio» - Referendum, Bossi: «Spirito Lega un po' perso, la secessione era sicuramente meglio» Umberto Bossi al voto: «Salvini si è fatto amici altrove» - elive    Sun, 22 Oct 2017 16:03 Salvini ai fornelli con cappello da chef al Salone dell'ospitalità professionale - Salvini ai fornelli con cappello da chef al Salone dell'ospitalità professionale Matteo Salvini fa il risotto - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    
Artemisium News
05/06/2017
IN RICORDO DELL'INSEGNANTE CICCILLO SOLDO POETA-DRAMMATURGO-SCRITTORE
di Redazione
Ins. Francesco Soldo Poeta-Drammaturgo-Scrittore, la BiografiaIns. Francesco Soldo Poeta-Drammaturgo-Scrittore

PREMIO SANTAGATA 08 POESIA DIALETTALE

Associazione Santagatesi nel Mondo

MOTIVAZIONE:  

All’insegnante Francesco Soldo Poeta – Drammaturgo – Scrittore che nel nativo dialetto, di cui ha colto ed esaltato la grande dignità espressiva e culturale, ha saputo esporre sentimenti, documentare costume, tradizioni e storia della sua terra, immortalarne voci, colori e profumi con genialità poetica ed umanità profonda, rivelando grande sensibilità, educazione letteraria e capacità comunicativa sorrette da genuini ed autentici affetti e valori.

Sant’Agata di Puglia, 9 agosto 2008

    Il Presidente

 Massimo Capano                                                                  

Francesco SOLDO, nato a Sant’Agata di Puglia il 14 agosto del 1936 ha  qui svolto buona parte della sua attività quarantennale di insegnamento nelle scuole elementari.

Già dai primi anni 60 ha diretto e interpretato con l’Associazione Giovanile Santagatese diversi lavori teatrali: Occhio di falco, L’ora X, Nella vita c’è..., Napoli Milionaria, etc...

Amante della natura, dei luoghi e delle tradizioni popolari santagatesi  ha sempre raccolto notizie, aneddoti e pensieri che cercano di mantenere cristallizzate  la ricchezza e l’importanza di un passato dal sapore  e la coscienza delle cose “vere” . Tale passato rimane per lo più  sconosciuto ai più giovani ed affinché  questo possa esercitare sempre più interesse, l’autore ha raccolto questo materiale e  lo ha proposto in  “M’arrecorde”, un volume di poesie, racconti e lavori teatrali inediti in dialetto santagatese come un documento intenso e toccante  per tutti coloro che non hanno potuto vivere quelle atmosfere e per tutti coloro che vogliano riviverle. L’attività artistica di Francesco Soldo si realizza in altri campi quali la scultura in bassorilievo del legno, sua è la porta laterale destra della chiesa di San Michele Arcangelo e nella lavorazione dei cesti con ramoscelli di salice, olivo e canne (ha tenuto corsi in varie iniziative)

LI FURNERE

Menghiótte attezzèva, mulenèva e ‘nfurnèva. Cumba Giuuànne carrescèva la paglia re San Carle, re frasche re cèrze re Servarule cu lu ciucce o cu lu mule. La matina prima c’asséva lu sóle e lu roppe mangète, Giuuànne partéva pe se vije cu lu ciucce, na racanèrra, na zóca, nu rastiérre e nu bastóne pe cumbagnia. Rinda a lu vòsche accumunzèva la fatihia: accugliéva re frasche, facéva nu muntóne, spannéva la racanèrra, la renghiéva e l’attacchèva Terèva lu ciucce, lu cumannèva e se ‘ngenucchièva, terèva la racanèrra sópa a re sparre e lu ciucce s’alzèva e acchiène acchiène s’avvièva. Giuuànne, cu na mèna la racanèrra tenéva e cu l’alda a lu bastóne l’appuscèva. Ogni tande Giuuànne le réva vóce: aah, aah, aah, aah Rafaniè ca lu furne amma mbuchè. Arrevète a Sand’Andonie, lu ciucce se fermèva e Giuuànne piglièva la zóca, pe ‘nganna la passèva, e a la racanèrra l’attacchèva. Schèle schèle, ‘nghianète ‘nghianète, a la Cróce, Giuuànne se faceva lu ségne e a lu furne era arrevète.
Menghiuótte aiutèva a scareché e róppe scéva a ‘nfurné Tutte li iuórne Giuuànne facéva sta funzióne: re viérne, re statija, re primavèra, o cu lu sóle o cu lu viénde o chiuvéva o nevechèva sèmbe ru faceva. Quanne Menghiuótte attezzèva che profume se sendéva! Era paglia, frasche, èreva sécca e fiure c’appeccèva e pure ru ppène prufumèva. Addulurèta carrescèva ra la matina priéste a miézzjuórne cu na spulécchia ‘nghèpa tutte li juórne.
Li fiérre re lu mestiére re la furnèra, fin’a quanne facéva vècchia èrene la spèra e la spulécchia La vóce r’Addulurèta la tènghe rind’a r’arécchie quann’avvesèva a mamma mia: Mecalécchia éja scanè a re sette ru vvènghe a pigliè. Diéce scanète se purtèva e Menghiótte re ‘nfurnèva. Ognune canuscéva ru pène suje ra re léttere ca mettévene e ca scévene ra la a a lu u. Vulive canósce nu furnère ra li panne e la faccia néra.
Dal Libro M`Arrecorde… del Maestro Francesco Soldo

NUN SE SCORDA CCHIU'

Ra Tuppele marine, ra fundèna la fica, ra lu ponde re Sande Larienze, èra na pruggessione re crestiène e annemèle ca, matina e sera, ascennevene e nghianavene sia re statiha, ca re vierne e re primavèra.
Nuje uagliune, ra sopa a lu ponde, ne verevene stù spettacule, chi accumpagnète e chi sule. Voce e rumore se mmescavene: Ticchi titichi tacche, ticchi titichi tacche. Uagnà! Uhè, stèje stracque! Aah, aah, aah, te l’aggia ije fè mangè, osce che te n’neja fatte, tanta èreva sott’a lu cerèse l’aviva fè rèse rèse. L’ome assettète sop’a la varda, la muglièra attacchèta a la cora, accussi puteva parlè cu la sòra. Ogne tande se fermèva pe fè na cicoria, nu fenucchierre o nu sevone ca subbete taglièva cu nu sferrone. Nzomma nu pòche la matina e nu pòche la sera, re sacche aveva renghie re la vandèra. Sop’a a lu ponde tutte se fermavane ascennevene pe chiacchiarijè e pe fè la spesa e li ciucce e li mule nghianavene schèle e scalerre e se fermavene nnanze a la chesa. Bonasera! Bonasera Mechè, eja furnùte a re cesine? Ije crèje vèche andò Quartine. Uagnà bònasera òsce amme zappate la vigna e putète, me sènde re brazza spezzète. Bonasera Mechelandò, ramme nu chile re zurfe e nu chile re prèta turchina, ca quann’èja, l’aggia menè a la vigna mia e a quera re sòremacucina. Maste Gennà, m’è fatte la zappa? Vire se me puje allunghè sta sterrazza e crèmmatina che passe me la mette rind’a la vesazza. Maria, uagna… l’agge cu tè! Ueh Vecè, bònasera, che, qualche cosa? Vuleva na ciambèta re fòglia mmesca, Vecè, r’agge purtète, ma me r’ha cerchète prima Marietta re Scarde, quann’è crèjeassèra re tròve e pe nun me scurdè r’appenne a la varda. Tande crèmmatina aggia sci a lime muorte e rra so tutte cecorie, fenucchie e ruca r’uorte. Quanne vuje venì a Urscenite? Falù, famme furnì a quere re Torre e roppe vanghe a putè vigne e alivite. Bònasera Narducce! Bònasera, eja furnute la jurnèta? Osce agge zappete e tenghe nguorre ancora la surète. Siende Nardù, ramme lu dische re li sfatehete, ca musera me l’aggia sendì cu cumba Mechèle Pelecca, accussì me scazze pure doje amènnele secche. Narducce c’aveva furnute la scòrta, respunnije: Veramènte s’è puoste a fatihè e dische nun a putute fè. Saverie se ne scije tutte scunzulète, se mittije la zappa nguorre, penzanne a la nutizia ca Narducce l’aveva rete. Fèce la scruija! Mmiezz’a la chiazza,qualcuno cammenèva, mmiezza re stratera se vereva sule la luce re li lambiune e se sendeva l’addore r’uoglie e aglie fritte sopa a li maccarune. Se sende re chiure re pòrte e re ndravètte, la gende ròrme o pènza a la fatiha c’adda fe. Ije rumènghe sule sule, agge pèrse la cumbagnia. Lu penziere cammina angòra, l’uocchie se chiurene, nun ce la fanne cchiù, sende re sbatte sule lu còre.
dal libro M`Arrecorde... del Maestro Francesco Soldo

oggi 5 Giugno Serenamente è entrato nella Casa del Signore l'Insegnante FRANCESCO SOLDO nostro amico e sostenitore del portale www.santagatesinelmondo.it, il rito funebre si svolgerà domani 06 C.M. alle ore 16,30 Chiesa S.Antonio, ai familiari le nostre sentite condoglianze Ciao Maestro Ciccillo sarai sempre ne nostri cuori

 

  
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