Artemisium News
11/01/2017
" OIJE MA' QUANNE R'AMMA ASSAGGE' STI ADDUCCE " : STORIE IN VERNACOLO SANTAGATESE SCRITTE DA ANTONIETTA PAGLIARULO
di Antonietta Pagliarulo
Negli anni cinquanta le campagne erano molto popolate e a quei tempi le famiglie erano numerose. La lira se spaccheva a quatte pecche' solde ce n'erane tante poche,nun c'era rischie ca se sfunulavene re sacche re li calzune o li senaline re re femmene.
Nelle masserie pero' c'era tanto ben di Dio: farina, olio,conserve, carne.Si allevavano vitelli,maiali, agnelli, conigli e soprattutto galletti e galline.La vocchela sfornava pulcini e e la gente aspettava impaziente che diventassero adducce.Come succedeva un po' in tutte le famiglie, in una delle masserie, dove le bocche erano tante, i figli cominciavano a chiedere alla madre:" Oje ma', quanne r'amma accumenze' a assagge' sti adducce!?"E la mamma rispondeva:" R'amma stepe' ca mo' ca passa l'uvaiuole re vennime e accatteme ru sapone, ru zucchere, ru cafe', ru sele, qualche salviette, re bustine r'aranciata e idrolitina, po' qualche rucchette re filo pe repezze' li calzune vuostre e po' nu poche re sfilatina pe ricame' lu correde a sorda." I ragazzi capivano che non c'era verso per strappare un si e aguzzavano l'ingegno.Poiche' i galletti erano "pronti" nel periodo estivo,tempo di arsura in cui si beveva molto, i giovani pensarono di togliere completamente l'acqua agli animali e di sostituirla con il vino.Li adducce erano tenuti d'occhio, appena furono sufficientemente ubriachi ,il vino venne subito sostituito di nuovo dall'acqua. Puntuali i figli chiamarono la mamma:", Oje ma' li adducce hanne pigliete lu mal 'dun 'ndun,nu tocc, re vi', se 'mbruscelejene tutte pe terra, fanne re scazzelatrom! Pecche' nu r'accirime prima ca muorene? almeno nun vanne perse,ne re mangeme" Così subito subito ne ammazzarono due o tre e la furnacella subbete pronta... come se rice? accisse, cuotte e mangete,Il tutto tutto si ripete' fino alla scoperta del trucchetto..
"eh sti figlie re muostre !"
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