Dall'Italia  Thu, 18 Jan 2018 11:40 Paola Manchisi morta di stenti a Polignano, il padre si difende: «Era lei che voleva vivere così» - Saverio Manchisi, il padre di Paola Manchisi, la ragazza 31enne morta di stenti a Polignano a Mare, continua a difendersi da chi lo accusa di non aver fatto abbastanza per salavare la figlia: «Abbiamo fatto tutto il possibile, lei voleva vivere così». L'uomo, intervistato da "Chi l'ha visto", nega con forza le voci secondo cui la figlia non usciva da 15 anni. «Sono tutte c***te, non usciva da sette anni. Sono cose dette per riempire i giornali». «Condizioni igieniche al limite». Una casa fatiscente, a cui da tempo mancavano lavori di manutenzione. Lì è stata trovata morta Paola Manchisi, la 31enne di Polignano, in provincia di Bari. Pesava trenta chili. La trasmissione «Chi l'ha visto?» torna sul caso della giovane donna. La madre in un'intervista aveva sostenuto che la figlia fosse morta per un arresto cardiaco. Ora il padre, ai microfoni della trasmissione di Federica Sciarelli, respinge ancora una volta le accuse: «Non abbiamo fatto niente di male, Paola voleva vivere così» ha detto l'uomo. La 31enne pare soffrisse di una forma di anoressia, un'amica ha raccontato di averla sentita raccontare che un giorno lei le confidò di voler mangiare la stessa quantità di cibo del cuginetto appena nato perché «voleva tornare bambina». Paola è stata trovata morta, sul pavimento della cucina, tra sporcizia ed escrementi, senza vestiti. «Una ragazza scomparsa da viva» aveva detto Federica Sciarelli. I genitori sono indagati per abbandono di incapace aggravato dalla morte.    Thu, 18 Jan 2018 11:06 Barani: «Non temiamo gli altri leader. Noi di Ala siamo culturalmente superiori oltre che nel Dna» - Barani: «Non temiamo gli altri leader. Noi di Ala siamo culturalmente superiori oltre che nel Dna» L'ex sindaco socialista di Aulla ospite di «Tribune Politiche» su Rai 2 - LaPresse    Thu, 18 Jan 2018 11:04 Blitz contro la mafia cinese, arresti in tutta Europa - Blitz contro la mafia cinese, arresti in tutta Europa Inchiesta sul monopolio nella movimentazione merci, 33 arresti - Corriere TV    Thu, 18 Jan 2018 08:45 Renzi mostra il conto corrente: «Non ho paura, il saldo oggi è 15.859 euro. meno di quando son diventato presidente del Consiglio» - Renzi mostra il conto corrente: «Non ho paura, il saldo oggi è 15.859 euro. meno di quando son diventato presidente del Consiglio» Il segretario del Pd a Matrix risponde alle polemiche dopo le parole di De Benedetti a Otto e Mezzo - LaPresse    Thu, 18 Jan 2018 03:32 Napoli, guerriglia in strada: sassi e bottiglie lanciati da baby gang contro polizia - Napoli, guerriglia in strada: sassi e bottiglie lanciati da baby gang contro polizia Nella notte dei fuochi (i falò per la ricorrenza di Sant’Antonio Abate) ragazzini scatenano violenze - - da You Tube    Thu, 18 Jan 2018 00:21 D'Alema: «Nessuno vincerà elezioni, dopo 4 marzo servirà nuova legge elettorale» - D'Alema: «Nessuno vincerà elezioni, dopo 4 marzo servirà nuova legge elettorale» Massimo D'Alema a Casoria per un incontro promosso da Liberi e Uguali - Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev    Wed, 17 Jan 2018 22:40 De Benedetti contro Scalfari: «Un ingrato, gli ho dato un pacco di miliardi» - De Benedetti contro Scalfari: «Un ingrato, gli ho dato un pacco di miliardi» L'imprenditore ospite di Lilli Gruber usa parole al veleno contro il fondatore di Repubblica - LaPresse    Wed, 17 Jan 2018 21:32 L'audio contro Rousseau: «Sta succedendo un manicomio» - L’audio contro Rousseau: «Sta succedendo un manicomio» La registrazione è stata diffusa da Marco Canestrari, autore con Nicola Biondo di «Supernova - Com’è stato ucciso il Movimento Cinque Stelle» - Corriere TV    Wed, 17 Jan 2018 20:19 «L'ambulanza non la chiamo, tanto muori stasera...» Il video dei maltrattamenti alla casa di riposo - «L’ambulanza non la chiamo, tanto muori stasera...» Il video dei maltrattamenti alla casa di riposo A giudizio gli infermieri aguzzini di Narnali, in provincia di Prato - Corriere TV    Wed, 17 Jan 2018 18:59 Scanzi: «Candidarmi? 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Artemisium News
05/01/2017
SANT'AGATA DI PUGLIA:USI E COSTUMI DI UNA VOLTA – STORIE VISSUTE RACCONTATE DA MARIO DE CAPRARIS
di Mario De Capraris

La nevicata che viene in mente è quella del ’56. Noi ragazzi della Portanova e della Madonna delle Grazie lo scivolo lo facevamo al piazzale Giuseppe De Capraris. Si scivolava dalla mattina alla sera. Quando si tornava a casa ci si riscaldava vicino al braciere che era sostenuto da una fascia circolare di legno. Si era nell’era biologica, almeno nel Subappennino Dauno. Non si era ancora entrati nell’era del petrolio e della plastica. Non c’era il frigorifero, non c’era la stanza da bagno, la lavatrice, la lavastoviglie, non c’erano orologi. Non esisteva il cibo industriale. Non si produceva monnezza. L’unica immondizia era il letame che faceva l’asina nella grotta. Il ferro da stiro era quello con i carboni. I bambini nei primi mesi di vita, forse fino al primo anno, venivano avvolti stretti nelle fasce. Le case avevano la fossa, dove si teneva la paglia, che non veniva mai usata. In campagna c’erano i pozzi. Ma c’era il pozzo anche in qualche casa.

I contadini nei loro discorsi prendevano in giro le comodità che offriva la città. Era famoso il fatto di un nipote cittadino che era venuto a trovare gli zii in campagna e a un certo punto aveva chiesto: “Dov’è il bagno?” Al che quelli, indicando la distesa dei campi, avevano detto: “E’ lì.” E ogni volta che raccontavano questo fatto si crepavano dalle risate.

In paese d’inverno a volte si sentiva la tromba del “sanapurcelle”, che si puo’ dire entrava in tutte le case perché ognuno si allevava il maiale e aveva bisogno di castrarlo. Quelli che in campagna raccoglievano le olive, certi inverni ci mettevano anche sei mesi per finire.

La scuola elementare si trovava affianco alla chiesa. I banchi erano di legno e capitava pure che bisognava portarsi il martello da casa per battere qualche chiodo che spuntava fuori. A gabinetto si andava tutti insieme. Da bambini, quando se ne veniva via il dente, tenendolo ben stretto in mano si andava davanti a un tetto basso e si diceva: “Tìttele tìttele, tè lu tuorte e damme lu dritte, rammille forte forte che aggia rompe re pporte, rammille …….” E si buttava il dente sopra il tetto.

Si parlava ancora solo ed esclusivamente il dialetto. Nel gruppo c’era l’amico più grande il quale doveva già partire per Milano e perciò si esercitava a parlare in italiano. Così diceva che quando in città gli avrebbero chiesto come si trovava, lui, per dire che si stava ambientando, avrebbe risposto: “Mi sto ampientanto.” Diceva che aveva un metodo infallibile per riconoscere i veri santagatesi: bastava fargli dire in dialetto “le galline”. “Re ggarrine.”

La predica e le chiese allora avevano un’importanza particolare nella quotidianità.  Alla Madonna delle Grazie alcune sere si facevano delle funzioni cantate avvolti dal fumo dell’incenso che l’assistente distribuiva tenendo il contenitore in una mano e la catenella nell’altra. E i vecchi, le donne sulle sedie, il prete sull’altare, cantavano tutti a voce spiegata. Ed ecco i canti indimenticabili: “Oh che bel giorno beato, il ciel ci ha dato….” “Tantum ergo…..” “Bella tu sei qual sole, bianca più della luna e le stelle più belle non son belle al par di te…..” ed altri ancora.

Altrettanto indimenticabile il canto della processione del Venerdì Santo: “Trema il mondo e il cielo si oscura….. la grand’alma l’uomo Dio sta sul Golgota a spirar….. “ e via con la banda con la musica trascinante,  il tamburo, le trombe e via dicendo.

A un certo punto poi arrivò la televisione e quando si faceva il festival di Sanremo si andava a vederlo nella casa del vicino, ognuno con la propria sedia in mano. Ma durante la trasmissione nessuno faceva commenti, come se il mezzo televisivo venisse considerato qualcosa di sacro.

La televisione la si andava a vedere raramente e altrettanto raramente avveniva un altro tipo di spettacolino per le strade, quando da fuori del paese arrivava il cantastorie, il quale descriveva la storia di cronaca nera tenendo disteso un grosso foglio dove erano rappresentate a fumetti le varie scene, indicando con la bacchetta la scena di quando il cattivo faceva il gesto cruento e figuriamoci che goduria per i ragazzini assistervi, e poi lo stesso cantastorie a intervalli cantava anche, facendosi accompagnare con la chitarra dall’amico. Ma era una musica non piacevole a sentirsi.

Un’altra caratteristica di quei tempi era che il palco sulla piazza delle feste di agosto era rotondo e a cupola, con tante lampadine rotonde attaccate anche sulle volte. L’orchestra accompagnava il cantante mentre eseguiva le arie dalle opere come  Vesti la giubba, Nessuna dorma, Ridi pagliaccio eccetera. E questo avveniva la sera. Ma già il pomeriggio presto si iniziava con i vari giochi tipo la corsa nei sacchi e anche quell’altro gioco che consisteva nel mangiare gli spaghetti con le mani legate dietro la schiena. Forse qualcuno ricorderà anche il palo della cuccagna imbrattato di pece che tanti cercavano di risalire ma sempre scivolando e alla fine uno fra i tanti ci riusciva e prendeva il premio in cima al palo, forse caciocavallo e prosciutto. 

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