Poesia santagatese Uomini e Pietre, di Francesco Soldo
Chi legge con attenzione questo splendido libro di poesie scritte in santagatese si rende conto che esso racchiude la storia e l’anima di un paese che fu e anche di un paese che è ancora.Spesso i poeti scrivono con il cuore e riescono a cogliere aspetti della vita quotidiana che noi comuni mortali osserviamo distrattamente e dimentichiamo nello spazio di un attimo.Ma a volte i poeti ci dicono più di quello che scrivono. E menomale che Francesco Soldo coltiva la passione della poesia in santagatese perché forse inconsapevolmente è diventato uno storico che fa parlare gli “uomini e le pietre”. Gli uomini passano invece le pietre restano se hanno la fortuna di essere ben conservate. Soldo le fa parlare anche quando esse sono “violentate”. “Schéle scalerre” non è solamente una lampo di memoria poetica che fa rivivere la poesia delle scale in pietra di una volta, ma anche un passo di urbanistica santagatese. Uno studente di architettura potrebbe tranquillamente scriverne un capitolo di una possibile “Urbanistica di Sant’Agata di Puglia dal secondo dopoguerra a oggi”. E ci sarebbe tanto da scrivere. Francesco Soldo sa fare rivivere e parlare uomini come “Ron Gerard lu banditore” che sono passati, ma che hanno lasciato traccia nella tradizione e nella memoria della nostra Sant’Agata. E non trascura di tratteggiare con doviziosa proprietà di linguaggio e con poetica leggerezza i mestieri come si esercitavano una volta. Li furnère ( i fornai) esistono e lavorano anche oggi, ma il modo di operare dei fornai di oggi non è neanche lontano parente di quello usato nella Sant’Agata contadina e operaia prima della grande emigrazione degli anni cinquanta dello scorso secolo, che l’ha spopolata in misura percentualmente sensibile.Al fine poeta Francesco Soldo non potevano sfuggire le tradizioni religiose santagatesi come “re zecarerre” (le strisce di stoffa) che a Sant’Agata si mettono intorno al collo ai bambini e agli animali per “evitare il male”. E i giochi ? I giochi già pronti nella Sant’Agata che fu non si sapeva cosa fossero. I bambini spesso se li costruivano da sé con fantasia creativa e acquisendo quella manualità che sarebbe servita a molti che da grandi sono diventati artigiani e musicanti. In questa raccolta di poesie Francesco Soldo ci parla de “Li tacchere” (Bastoncini) che erano molto usati, ma solo pochi li sapevano usare in maniera veramente efficace e vincente. Ora il cronista si deve fermare altrimenti nessuno legge “Uomini e Pietre” ricco di storia , di poesia, impreziosito dalla copertina e dalle efficaci e pertinenti illustrazioni di Antonio Gervasio. Questo libro non deve mancare nelle biblioteche dei santagatesi perché emana odore di Sant’Agata proprio come una “panella” appena sfornato da “lu furnère”.
Carmine Granato
Francesco Soldo, Uomini e Pietre, Foggia 2010